Ricostruzione, pratiche bloccate

Il sindaco di San Demetrio: «Il dirigente Usrc non può ancora firmare le pratiche»
L'AQUILA. «Non è possibile che una firma stia bloccando la ricostruzione di decine e decine di paesi del cratere sismico».
La denuncia è del sindaco del Comune di San Demetrio ne’ Vestini Silvano Cappelli, e il riferimento è alla condizione del responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc) Paolo Esposito. La nomina del manager pubblico è stata ratificata dalla presidenza del Consiglio dei ministri agli inizi di gennaio per i prossimi tre anni, per ora può svolgere solo l’ordinaria amministrazione e non può firmare «assegnazioni ed erogazione di fondi», in tal senso si attende l’ok della Corte dei Conti.
In sostanza, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), firmato dal sottosegretario Claudio De Vincenti, che ha proceduto al rinnovo triennale, non ha ancora la vidimazione della Corte dei Conti, che deve fare il controllo contabile e di conseguenza Esposito ha ancora, a un mese dalla riconferma, le mani legate. Sul rinnovo, prima del quale c’erano state due proroghe, erano già insorti i sindaci del cratere. L’Usrc gestisce la ricostruzione in 56 comuni del cratere e in oltre cento fuori cratere.
«L’impasse sta sortendo effetti gravissimi», spiega ancora Cappelli. «A San Demetrio sono operativi 70 cantieri, e le casse del Comune sono vuote, servono 8 milioni di euro per pagare gli stati di avanzamento dei lavori, e i soldi ce li deve trasferire l’Usrc, ma non è possibile perché appunto Esposito non può firmare gli atti».
«Se entro 15 giorni», continua il sindaco Cappelli, «non ci saranno novità, la metà dei cantieri si fermerà, e ci saranno numerose ditte locali che non possono più anticipare soldi, che salteranno in aria: dovranno portare i libri in tribunale».
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