Ricostruzione senza fondi Solo 3 parlamentari coi sindaci

21 Ottobre 2014

Fossa, disertato l’incontro richiesto dal coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico Legge di Stabilità, Pd e Sel pronti a presentare emendamenti volti a strappare risorse per il 2015

FOSSA. All’appello quasi accorato che la settimana scorsa aveva lanciato il coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico, Emilio Nusca, ai parlamentari abruzzesi, hanno risposto solo in tre: due del Partito democratico (Stefania Pezzopane e Antonio Castricone), e uno di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla. A loro si è unito, poi, il segretario di Vittoria D’Incecco (anche lei del Pd).

Se le premesse sono queste, fermo restando l’impegno promesso dai parlamentari che ieri mattina si sono seduti attorno al tavolo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione insieme a una decina di sindaci, ai tecnici e al dirigente Paolo Esposito, l’idea di costituire una «testa d’ariete» che porti avanti i problemi dei piccoli paesi resterà, appunto, a livello di idea.

E invece, per i 56 sindaci servono azioni concrete. «Il grido di dolore», come lo ha definito Nusca, «verso coloro che frequentano i palazzi romani viene proprio da esigenze precise, dalle quali dipende il futuro della ricostruzione dei centri storici». E dopo la «decapitazione» della filiera della governance con il sottosegretario abruzzese Giovanni Legnini eletto vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e con il cratere sismico rimasto così orfano di un interlocutore autorevole, ora bisogna fare presto. Sono queste, infatti, le settimane in cui si mette a punto la legge di Stabilità. I nodi sono sempre gli stessi: costanza e certezza dei flussi di finanziamento per gli anni a venire; meno burocrazia; maggiore elasticità dei funzionari della Ragioneria, ai quali «si stenta a far capire che le risorse che sono in cassa sono soldi già impegnati per i progetti istruiti, soldi in pratica già spesi», ha rimarcato Nusca. Un aspetto che sta diventando serio, perché «se non vengono sbloccate le altre risorse richieste, 168 milioni, e ripartite per tutti i Comuni, si arriva presto alla paralisi». Altro aspetto rimarcato dai sindaci è lo sblocco delle risorse (e dei bandi di gara) per i progetti di sviluppo del territorio, il programma avviato con Invitalia e che destina il 5% dei fondi per il rilancio delle attività economiche. I problemi, che si vanno ad aggiungere «all’incertezza sul piano politico», come ha detto Nusca, sono anche altri. Ad esempio l’aumento della mole di lavoro che ruota intorno alla ricostruzione e che impegna gli uffici comunali anche nell’ordinaria amministrazione. Un aspetto che va affrontato con un emendamento che preveda lo stanziamento dell’1% dei fondi per la ricostruzione. I sindaci del cratere chiedono ai parlamentari abruzzesi, in sostanza, «di avere maggiore attenzione verso questa parte della ricostruzione, quella delle decine di piccoli paesi con una miriade di problemi in più rispetto all’Aquila». In attesa della nomina di un nuovo sottosegretario «vicino a questa terra», un ruolo che molti, come il vicepresidente della Regione Giovani Lolli, vorrebbero affidato alla senatrice Pezzopane. La quale, però, mostrando un po’ di scoraggiamento ha ricordato che «non si sa ancora nulla, la verità è che il Pd nazionale non se ne sta minimamente occupando...». La senatrice ha comunque spiegato «che ci sarà battaglia in parlamento per l’inserimento, nella legge di Stabilità, degli emendamenti per le risorse relative al 2015». Quanto alle esigenze finanziarie del 2014, circa 250 milioni, la senatrice ha garantito che «sono stati stanziati con lo Sblocca-Italia». Per Melilla la mancanza di fondi per L’Aquila e il cratere nella legge di Stabilità «resta un fatto gravissimo che va sanato con uno stanziamento di 600 milioni». Il parlamentare Castricone ha ricordato, invece, come la situazione aquilana venga ogni volta superata da altre emergenze nazionali, l’ultima delle quali è Genova.

Marianna Gianforte

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