Ricostruzione veloce, c’è il disegno di legge

8 Settembre 2021

Presentazione a Roma, Pezzopane prima firmataria: «Stop al caos normativo in caso di calamità»

L’AQUILA. Un disegno di legge delega al governo per l’adozione di un «codice della ricostruzione»: un testo unico che preveda rapidità di interventi e certezza dei diritti nei casi di emergenze di rilievo nazionale. A presentarlo, ieri, a Roma, nella sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari, l’onorevole Stefania Pezzopane, in qualità di prima firmataria e responsabile del Pd per le aree terremotate, Debora Serracchiani, presidente del Gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut, vicepresidente del Gruppo Pd con delega a territorio, ambiente e lavori pubblici, Chiara Braga, deputata e responsabile Pd per transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture, e Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera. Obiettivo della legge è «costruire un modello unico per le ricostruzioni post-sisma, che rispetti le particolarità dei territori e che, al tempo stesso, consideri che le stesse possono essere pianificate e organizzate in un modello adattabile ed esportabile. Si tratta di omogenizzare le diverse discipline che regolano i processi, attraverso un disegno di legge che costituisca il riferimento per disciplinare futuri processi di ripristino e che assicuri stabilità e sviluppo nei territori dopo le calamità».
«È necessario un grande cambiamento», ha detto Pezzopane, «il codice ricostruzione ha il fondamentale obiettivo di semplificare il quadro giuridico e di costruire una cornice che possa adattarsi alla ricostruzione post terremoto superando le attuali normative complesse e stratificate dagli anni. Proponiamo una rivoluzione complessiva, un cambio di metodo mettendo a disposizione del Paese, un testo che dà certezza di diritto, opportunità e rapidità di intervento per la ricostruzione e pone fine all’attuale caos normativo».
Nel decreto legge viene chiarita la struttura di governance: accanto al commissario agiranno gli enti locali, con ampi poteri ai sindaci, e il coordinamento delle Regioni. Confermato il ruolo degli Uffici speciali, che hanno avuto una prima fase di rodaggio nel sisma dell’Aquila e che fungeranno da stazioni appaltanti. Il testo, inoltre, introduce riferimenti chiari alla partecipazione dei cittadini, con luoghi e organismi di confronto democratico. «Verrà recuperata la piattaforma di partecipazione che era stata pensata da Fabrizio Barca», è stato chiarito. Quanto alla ricostruzione privata «va avviata subito, in parallelo con la gestione dell’emergenza, attraverso regole chiare e modulando i diversi livelli di danno». La regola della ricostruzione privata applica le deroghe per quella pubblica e inserisce norme, come la zona franca e il vincolo del 4% delle risorse, per favorire lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma che devono avviare subito la ripresa. Il 4% delle risorse da destinare alla ripresa del cratere è il modello sperimentato con il sisma dell’Aquila.
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