Ridolfi, la fine di un incubo Assolto anche in Appello
AVEZZANO. Era stato assolto in primo grado dall’accusa di truffa aggravata per aver causato la lievitazione dei costi per la realizzazione del nuovo municipio. Era il 3 aprile del 2015. A distanza...
AVEZZANO. Era stato assolto in primo grado dall’accusa di truffa aggravata per aver causato la lievitazione dei costi per la realizzazione del nuovo municipio. Era il 3 aprile del 2015. A distanza di due anni esatti, il consigliere comunale Vincenzo Ridolfi, ex assessore all’Urbanistica del Comune di Avezzano, esce definitivamente dall’inchiesta iniziata nel 2005-2006. La Corte d’appello all’Aquila, davanti al collegio presieduto dal giudice Maria Gabriella Tascone, ha confermato la sentenza di primo grado. Lo stesso procuratore generale Ettore Picardi aveva chiesto l’assoluzione. Per Ridolfi erano stati chiesti in primo grado un anno e sei mesi di reclusione e una multa di 1.500 euro. L’edificio, costato finora oltre 5 milioni di euro, non è mai stato completato proprio a causa dell’eccessiva lievitazione dei costi. Ridolfi secondo l’accusa, aveva firmato una perizia stralcio di variante ai lavori che avrebbe consentito a una società di realizzare e migliorare la funzionalità dell’edificio con costi ulteriori, senza l’attuazione di procedure pubbliche di appalto. Per la stessa vicenda sono stati condannati Goffredo Mascitti (costruttore), Paolo Santoro (architetto) e Massimo De Sanctis (dirigente del Comune). (p.g.)
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