Rientro con stangata: libri, zaini, quaderni si pagano il 7% in più

Codacons e Federconsumatori: fino a 1.300 euro a studente Alfredo Murgo (Cercalibro): con l’usato si spende la metà
L’AQUILA. «La scuola è diventata carissima, impossibile». Puntuale come il suono della campanella, arriva la stangata per l’acquisto dei libri di testo e di tutto il materiale scolastico. Un esborso che può arrivare a 1.300 euro a studente secondo un’indagine Codacons, con famiglie costrette a riacquistare i testi a fronte di aggiunte minime o modifiche esteriori. «Non è solo il prezzo», dice Alessia Petrozzi, «la cosa brutta è che bisogna ricomprarli ogni anno, rinnovano le edizioni e non possiamo utilizzare i testi dei fratelli o guardare all’usato. Forse con i libri digitali si potrebbe ridurre la spesa, almeno in parte. Il libro cartaceo è insostituibile, però le famiglie davvero non ce la fanno più».
Massimo Coletti ha un solo figlio al terzo anno delle Industriali. La spesa per lui, per i soli libri di testo, è di 253 euro. «Una spesa importante che pesa per il bilancio familiare», dice, «per fortuna abbiamo un solo figlio». Spesa molto più impegnativa per Enrico Perilli, docente universitario, che deve acquistare i libri di testo per quattro figli: Giada e Alessia di 9 anni, Eva di 13 anni e Tommaso di 20 anni. «Famiglia numerosa, spesa numerosa», dice Perilli, raggiunto in cassa dalla moglie Rosanna Passaretti, «tutta la retorica sulla natalità e sugli aiuti alle famiglie numerose si traduce nella realtà che le famiglie numerose faticano tanto. Solo per l’università parliamo di 700 euro per i soli testi, 300 euro per le scuole medie. Poi vanno aggiunti zaini, quaderni, materiale di cancelleria. Per quattro, ovviamente».
Secondo le stime di Codacons e Federconsumatori, la spesa per libri, zaini, cancelleria e materiale vario potrebbe raggiungere quest’anno i 1.200, 1.300 euro a studente, con un aumento medio del +6,6% rispetto al 2023.
Raggiunge la cassa della storica libreria Colacchi, presa d’assalto in questi giorni da genitori e studenti, Alessia Sponta. «Sapevamo di dover affrontare questa spesa». I libri sono tantissimi per la prima media, 41 in tutto. «Non li ho contati e non li voglio contare», ironizza la donna, «molti saranno fino alla terza media, quindi il prossimo anno spero in una spesa inferiore. Certo», conclude, «per la scuola dell’obbligo sarebbe opportuno che i testi costassero meno o che vi fossero incentivi». Per Valeria Cervelli il problema è il continuo cambio delle edizioni e l’Iva al 22% su materiale il cui acquisto è imposto per il rientro a scuola. «Il commerciante non ha colpa», dice, «è il sistema con l’iva al 22% sui testi che dovrebbe cambiare, già calmierando l’imposta la famiglia avrebbe un notevole vantaggio».
Secondo i calcoli fatti da Giovanni Colacchi la spesa per i testi di una prima media si aggira tra i 300-350 euro. «È pur vero», dice il commerciante, «che parecchi dei libri acquistati in prima sono buoni per tre anni. Quindi la spesa per una seconda e terza media si aggira sui 150 euro per figlio». Per le superiori cambia tutto, a seconda della scuola che si sceglie. «Per il liceo Classico il primo anno può sfiorare anche i 450 euro, in un istituto tecnico le cifre scendono a 250 euro». C’è poi chi risparmia con l’usato. «I numeri dei Codacons sono assolutamente irreali e fuori di ogni tipo di logica», dice Alfredo Murgo, titolare del Cercalibro e presidente provinciale associazione librai italiani. «L’aumento da noi riscontrato negli ultimi tre anni è del 3%. Confermo il discorso delle nuove edizioni», dice, «gli editori per continuare a produrre hanno necessità di rinnovare e lo fanno ogni tre anni, questo è vero e siamo i primi a subire la situazione. Però noi lavoriamo bene con l’usato e le famiglie hanno un risparmio che può raggiungere anche la metà della spesa complessiva».

