Rifiuti, a Castel di Sangro è scontro sulla gestione

13 Agosto 2015

CASTEL DI SANGRO. S’infiamma a Castel di Sangro il dibattito politico sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Non usa mezzi termini il consigliere di opposizione Diego Carnevale per...

CASTEL DI SANGRO. S’infiamma a Castel di Sangro il dibattito politico sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Non usa mezzi termini il consigliere di opposizione Diego Carnevale per criticare le dichiarazioni del sindaco Angelo Caruso sull’annunciata revoca dell’affidamento alla cooperativa di gestione dei servizi ambientali di Sulmona (Cogesa) del servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura.

«È l’ennesima prova dell’incapacità di gestire un servizio vitale per i cittadini da parte dell’amministrazione», commenta Carnevale, «dal momento che con una recente delibera, datata 28 luglio, la giunta di Castel di Sangro ha provveduto a prorogare di un mese la gestione del servizio al Cogesa in attesa di un finanziamento regionale di 80mila euro per l’acquisto dei cestelli necessari per avviare la differenziata. Ora, a quindici giorni da questa delibera, il sindaco decide di revocare improvvisamente l’affidamento».

Le vicende dello smaltimento dei rifiuti in città si trascinano da anni senza una strategia chiara. È da dicembre 2014 che, a fronte di una problematica gestione da parte della società Castel di Sangro multiservizi – interamente partecipata dal Comune – è stato affidato al Cogesa il servizio. «Ora però il sindaco minaccia la revoca», aggiunge il consigliere Carnevale, «scaricando sul nuovo gestore le responsabilità di 20 anni di pessima gestione. La preoccupazione maggiore è legata alla possibilità che l’amministrazione Caruso voglia riaffidare il servizio alla Castel di Sangro servizi, che si trova in una disastrosa situazione finanziaria. Di fatto, le norme nazionali, prevedono la liquidazione di tale società. Il gruppo di “Progetto Comune” è preoccupato per la sorte dei circa 20 dipendenti e sta studiando una soluzione che possa salvaguardare i posti di lavoro».

Massimiliano Lavillotti

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