Rifiuti aquilani a Noce Mattei, giovedì vertice in Regione

SULMONA. La Regione entra nello scontro durissimo sui rifiuti che sta dividendo la città dell’Aquila e quella di Sulmona. Il dirigente del servizio Gestione Rifiuti dell’ente abruzzese Salvatore...
SULMONA. La Regione entra nello scontro durissimo sui rifiuti che sta dividendo la città dell’Aquila e quella di Sulmona. Il dirigente del servizio Gestione Rifiuti dell’ente abruzzese Salvatore Corroppolo e il responsabile dell’ufficio Gabriele Costantini hanno infatti convocato per la giornata di giovedì il presidente di Cogesa Nicola Guerra e il sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero.
La convocazione arriva dopo il botta e risposta tra lo stesso Di Piero e il sindaco aquilano Pierluigi Biondi e a cinque giorni dallo scadere del contratto per il conferimento dei rifiuti del capoluogo nella discarica sulmonese di Noce Mattei.
Oggi – e fino al 31 dicembre – infatti l’aquilana Asm paga 110 euro a tonnellata di immondizia indifferenziata al Cogesa, il quale ne vorrebbe 10 di più per i conferimenti del 2021 con tanto di nuove trattativa sul prezzo per gli anni a venire. Si parla di 136 euro a tonnellata per tre anni. Questo, vorrebbe dire 200-300mila euro di costi in più annui per la città dell’Aquila.
Da qui la diatriba. Biondi ha lamentato un «clima antiquilano», segnalando come «il Cogesa senza i soldi dell’Aquila non si regge» e parlando apertamente di possibile fallimento della società della Valle Peligna nel caso non si trovasse un accordo con il capoluogo che finora ha fruttato trai due e i tre milioni di euro all’anno nelle casse del consorzio Cogesa.
Immediata la replica del sulmonese Di Piero: «Siamo nel 2023 e sarebbe auspicabile che, come fanno ormai tutti i Comuni, anche la città dell’Aquila inizi a fare la raccolta differenziata dei rifiuti».

