Rilancio del turismo, stop a tasse locali
La ricetta del Pd di Sulmona: un contributo a fondo perduto adeguato al fatturato e meno burocrazia
SULMONA. Puntare sul turismo per risollevare l’economia del territorio e cominciare ad uscire dalla crisi post coronavirus. Questa la ricetta del circolo Pd cittadino, il cui segretario è Franco Casciani, che accoglie e rilancia il grido d’allarme degli operatori del comparto turistico, lanciato nei giorni scorsi. «I rappresentanti del comparto turistico della Valle Peligna hanno chiesto aiuto alle istituzioni per provvedimenti che ci sentiamo di appoggiare senza riserve, sollecitando chi è preposto alla cura della cosa pubblica a studiare soluzioni plausibili in merito» fanno notare dal Pd. «Nello specifico, peraltro, si registrano difficoltà pratiche nel usufruire delle misure già messe in atto dal Governo, dovute alla molteplicità di enti cui far riferimento. Dal Comune all’Inps, passando per le competenze di Provincia, Regione e Stato. Lo snodo del superamento delle pastoie burocratiche dovrebbe risiedere essenzialmente nella Regione, cui si potrebbe chiedere una maggiore iniziativa sulla scorta di quanto già fanno altri governatori, soprattutto del Nord». Le proposte degli operatori turistici sono: azzeramento di tutte le tasse e tributi locali; snellimento nelle pratiche burocratiche per la concessione di aree pubbliche esterne da adibire alla somministrazione; erogazione una tantum a fondo perduto di un contributo proporzionato al fatturato 2019 (sull’esempio della Germania); misure a sostegno del credito concesso dal sistema finanziario locale (banche, confidi e fondazioni bancarie); ammortizzatori sociali per i dipendenti. «Se alberghi e strutture ricettive riprenderanno a intercettare una auspicabile domanda turistica, è più che evidente come se ne potranno giovare tutti gli altri settori collaterali», continuano dal Pd, «ripensare allora tutto l’assetto del centro storico, in funzione di una accoglienza turistica che abbia il suo fulcro nelle bellezze artistiche ed architettoniche cittadine, con al centro la valorizzazione di quel Bimillenario della morte di Ovidio. La biblioteca comunale negletta in un edificio dichiarato inagibile per uso scolastico, ma che pure ospita dei locali commerciali, forse andrebbe riconsiderata. L’allocazione dell’Agenzia di promozione culturale in uno dei molteplici edifici del centro chiusi da tempo, come quello dell’ex Carispaq».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

