Rimborsi spesa non dovuti: indagato il sindaco Angelilli

A carico del primo cittadino vengono ipotizzati i reati di truffa, falso e peculato La difesa: «Fatto tutto nella massima trasparenza, collaboriamo con la Procura»
PACENTRO. Dopo l’indagine della Corte dei Conti arriva anche quella penale. Il sindaco di Pacentro Guido Angelilli è stato raggiunto da un avviso di garanzia con cui la procura del tribunale di Sulmona gli ha comunicato la fine delle indagini preliminari per la vicenda dei rimborsi in cui vengono ipotizzati nei confronti del primo cittadino i reati di truffa, falso e peculato. «Daremo la nostra piena collaborazione alla Procura, nella convinzione che nessun reato è stato commesso», afferma il legale del sindaco di Pacentro, l’avvocato Giuseppe Amicarelli del Foro di Pescara, «e se qualcosa è stato fatto, è certamente stato messo in atto all’insegna della massima trasparenza. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura».
Ad avviare le indagini nei confronti del sindaco di Pacentro è stato il Gruppo tutela del nucleo finanza pubblica dell’Aquila, coordinato dal maggiore Aurelio Sodano, già comandante della compagnia di Sulmona. Secondo le Fiamme gialle il primo cittadino avrebbe presentato richieste di rimborso per un totale di oltre 20 mila euro, senza indicare le località raggiunte né gli orari di partenza e arrivo.
Buona parte delle richieste di rimborso del sindaco non riportavano il numero di protocollo, erano senza la sua firma e nel caso di partecipazione al consiglio direttivo dell’Ente Parco Majella, sarebbero state addirittura doppie.
Il sindaco, sempre secondo le accuse, avrebbe percepito i rimborsi sia dal Comune che dal Parco della Majella. Inoltre, secondo quanto accertato dai finanzieri, Angelilli risulta aver preso parte e firmato una delibera di giunta mentre in quello stesso momento si trovava ad Arezzo alla 36esima assemblea dell’Ance. Uno “sdoppiamento” che il sindaco avrebbe giustificato solo dopo l'intervento dei finanzieri. E ancora, note spese per depositare la corona d’alloro nel giorno della Liberazione, per incontrare il titolare di una fabbrica di confetti o per consegnare inviti per assistere al concerto della banda della Guardia di Finanza.
In quanto al procedimento avviato dalla Corte dei Conti, con il sindaco risulta indagata anche la segretaria generale del Comune, Enrica Garofalo.
Secondo gli uomini al comando del maggiore Soldano, la dirigente avrebbe gravi responsabilità nella vicenda in quanto avrebbe avallato la liquidazione dei rimborsi, nonostante ci fosse carenza di documentazione.
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