Rimpasto di giunta, no di Biondi «Serve senso di responsabilità»

3 Ottobre 2023

Il sindaco respinge l’ipotesi di sostituire l’assessore Paola Giuliani con un esponente di Forza Italia  «Basta rimescolare, ingiusto verso gli aquilani e chi è al lavoro per amministrare una città complessa»

L’AQUILA. No al rimpasto di giunta. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi chiude le porte all’ipotesi avanzata ufficiosamente da Forza Italia per ricucire lo strappo interno alla maggioranza. E, come conseguenza logica del suo “no”, il primo cittadino blinda nello specifico il suo assessore tecnico ai Trasporti Paola Giuliani.
Sentito dal Centro, Biondi dice infatti «di non essere disposto a rimescolare continuamente le cose». Spiega: «Mi è bastato quello che abbiamo passato nella scorsa legislatura per trovare un equilibrio duraturo. Anche perché non è giusto né per gli aquilani né per le persone che stanno lavorando molto per amministrare una città complessa e difficile. Si tratta di un senso di responsabilità che va al di sopra di ogni rivendicazione di parte, per quanto legittima».
Il primo cittadino apre poi al confronto, ma solo sull’attività amministrativa in Comune, mentre sugli equilibri politici rinvia tutto ai partiti di centrodestra.
LO STRAPPO
Tutto nasce dai cambi di casacca degli ultimi mesi in consiglio comunale. Su tutti, a cambiare le carte in tavola, sono state soprattutto la scelta dell’assessore Roberto Tinari di lasciare FI per approdare all’Udc e quelle del presidente dell’assemblea civica Roberto Santangelo e del consigliere Daniele D’Angelo di fare il percorso inverso ed entrare tra i forzisti. Se infatti da un lato il gruppo di FI in consiglio comunale si rafforza con i nuovi ingressi, dall’altro resta senza rappresentanti in giunta. Per questo gli azzurri vorrebbero un posto nell’esecutivo e sono pronti a chiedere la testa di qualche assessore pur di raggiungere il loro obiettivo. La poltrona che balla di più sembra essere quella di Paola Giuliani, ex dirigente del Comune, attuale assessore tecnico con deleghe alla Mobilità e ai Trasporti. Giuliani, scelta proprio dal sindaco per la sua squadra, non è legata a nessun partito e per questo la sua posizione potrebbe essere in bilico.
IL RUOLO DEI PARTITI
A tessere il confronto tra Forza Italia e il partito del sindaco Fratelli d’Italia, negli ultimi giorni sono stati Giorgio De Matteis e Stefano Morelli – rispettivamente vice coordinatore provinciale e coordinatore cittadino di FI, firmatari di una nota al vetriolo verso il sindaco – e il senatore Guido Liris, vice coordinatore regionale di FdI. Anche Biondi, però, dice di non aver chiuso al dialogo. «Innanzitutto è falso che non ci sia interlocuzione con Forza Italia», si difende il primo cittadino dell’Aquila, «perché io stesso ho parlato con Gabriele De Angelis che è il coordinatore provinciale del partito. Se ci sono questioni che attengono a equilibri, che vanno al di là delle questioni prettamente amministrative e di capacità e affidabilità dell’amministrazione, queste vanno risolte tra i partiti ai massimi livelli, come merita un capoluogo di regione».
Biondi dice quindi di non rinunciare al confronto, purché si parli dell’attività amministrativa. «L’operato dell’amministrazione credo sia positivo e riconosciuto», continua il sindaco, «basta vedere i dati del bilancio, la capacità di spesa, l’abbattimento dell’indebitamento. E poi gli oltre 200 milioni di euro ottenuti dal Pnrr e dal fondo complementare. Non dimentichiamo poi i tanti lavori che stanno partendo, i numeri del turismo, la quantità e la qualità dei progetti avviati, ma anche i grandi progetti come la scuola dei vigili del fuoco, quella della pubblica amministrazione e il villaggio della gioventù. Ne potrei citare moltissimi, ma credo non serva perché sono sotto gli occhi di tutti gli aquilani».
Su questi temi per Biondi ci si può confrontare anche quotidianamente. «Se dobbiamo discutere di tutto ciò che attiene l’operato dell'amministrazione», puntualizza, «ci sono gli assessori a disposizione e ci sono io che non mi sono mai sottratto al confronto. Se le questioni sono altre – e riguardano gli assetti di giunta – ne parlino i partiti e io poi ne trarrò le conseguenze».
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