Rimpasto di giunta, ora spunta Verzulli

16 Febbraio 2019

Da candidato di una civica di sinistra ad assessore di Biondi. Donne a difesa di Di Cosimo: «Perché Liris non interviene?»

L’AQUILA. Sarà per la recrudescenza dell’influenza. Oppure per i continui botta e risposta (con gossip annesso) sul caso-Di Cosimo. Fatto sta che al sindaco Pierluigi Biondi è salita la febbre.
TERMOMETRO. Temperatura elevata anche al Comune, visto l’imminente rimpasto di giunta, tra la Lega che fa la voce grossa e chiede il terzo assessore; un possibile vicesindaco e assessore da 228 voti (Raffaele Daniele, eletto con l’Udc e fresco sostenitore di Liris, quindi di Fratelli d’Italia, alle Regionali); e un altro vigile del fuoco (dopo Imprudente, che, però, è un amministrativo-contabile) in giunta: Daniele Ferella per l’Urbanistica e il riequilibrio territoriale, essendo espressione del vasto bacino elettorale di Paganica. Per la delega all’Ambiente resterebbe in pole position Tiziana Del Beato, altra leghista che dal tandem con Imprudente è uscita penalizzata (ha preso 5.329 voti di meno malgrado la preferenza di genere), mentre non è da escludere, sempre per la categoria degli assessori frazionisti, che possa spuntarla Fabrizio Taranta da Arischia con Del Beato in consiglio.
IL NOME NUOVO. Dato quasi in uscita l’assessore Francesco Cristiano Bignotti (ma in corsa per un posto in consiglio dopo l’elezione all’Emiciclo di Roberto Santangelo), la sua poltrona alle politiche sociali potrebbe essere presa da un “esterno”. Si tratta di Dario Verzulli (Autismo Abruzzo onlus), già candidato da 48 voti in una lista civica alleata a sinistra nell’ambito della Coalizione sociale, oggi all’opposizione, ma ora considerato assai vicino alle posizioni del sindaco Biondi che lo ha voluto con sé nel corso di una visita della leader di Fdi Giorgia Meloni. Dall’altra parte, l’uscita di Di Benedetto (per l’Emiciclo) porterebbe in consiglio Sergio Ianni (ex socialista, già forzista, poi al centrosinistra col Pd e poi nella lista di Moroni) le cui ultimissime posizioni sono date per vicine a Forza Italia.
«PERCHÉ NON PARLI?». Tiene ancora banco il caso-Di Cosimo. L’assessora delle luminarie – defenestrata senza possibilità di appello – posta su Facebook l’aria di Rossini “La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar». A sua difesa si schierano Elisabetta Vicini (consigliera Democratici e socialisti) e Fabiana Costanzi (responsabile cultura Pd) che contestano l’«onta pubblica» riservata alla titolare della Cultura e si chiedono «come mai Di Cosimo non abbia ricevuto la difesa da parte di Liris, di cui pure ha contribuito all’elezione».
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