Rinasce la scuola di alpinismo del Cai

L’attività riparte dopo 12 anni. I responsabili della sezione: potremo contare su istruttori esperti
L’AQUILA. Dopo dodici anni riprendono le attività della Scuola di alpinismo e scialpinismo della Sezione del Cai (Club alpino italiano) dell’Aquila. La ripresa delle attività della scuola, intitolata alla memoria di Nestore Nanni, è stata presentata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede del Cai, in via Sassa. A presentare l’iniziativa Vincenzo Brancadoro, presidente della sezione, Rubino De Paulis, direttore della scuola, Ugo Marinucci, vicepresidente, e Massimiliano Andreassi che sta organizzando le attività della sezione. Proprio sulla ripresa delle attività, tutte sospese a causa dell’emergenza Covid, il presidente Branadoro ha annunciato che, in seguito a una specifica richiesta da parte del presidente nazionale del Cai, Vincenzo Torti, il governo ha specificato che, «quando non è possibile l’attività di sci alpinismo nel proprio comune, è possibile spostarsi in altri territori. «Una precisazione molto importante che potrebbe permettere la ripartenza delle nostre attività in montagna». «La rinascita della scuola di alpinismo e scialpinismo rappresenta», ha spiegato Brancadoro, «il cardine etico e tecnico della nostra attività. La formazione del futuro alpinista non è una idea balzana, ma necessaria per fornire il giusto approccio per saper riconoscere una situazione pericolosa». In montagna», ha spiegato Brancadoro, «bisogna essere autonomi per comprendere i rischi a cui si va incontro, pericoli che non potranno mai essere azzerati. Esiste sempre un rischio residuo che va affrontato con coscienza». La scuola riparte anche con una parete attrezzata posta proprio al piano superiore della sede del Cai. «Abbiamo un corpo istruttori giovane e motivato», ha spiegato De Paulis, «che potranno aiutare i neofiti ad affrontare la montagna in maniera corretta e consapevole. Si tratta, inoltre, di istruttori che arrivano dal soccorso alpino, e quindi molto esperti anche sui pericoli che la montagna a volte nasconde». Per quanto riguarda le attività, per il 2021 è stato predisposto un calendario fittissimo di impegni. «È una scommessa, noi faremo il necessario per tutelare la salute dei nostri iscritti e speriamo che le vaccinazioni ci facciano finalmente uscire dall’emergenza». La sezione dell’Aquila, impegnata con rassegne cinematografiche e che dispone della più grande biblioteca del centro Italia dedicata alla montagna con oltre 4.500 testi, riaprirà a giorni per l’ordinaria amministrazione. Le attività dovrebbero avere un impulso notevole grazie al fatto che la sezione aquilana è entrata nel circuito del servizio civile universale. Tra qualche mese, infatti, grazie al progetto “Buon cammino” verranno selezionati tre giovani tra quelli che risponderanno al bando per il servizio civile. «La presenza di questi volontari avrà certamente ricadute molto positive sulle nostre attività, sia in sede che sui campi di addestramento, come il monte Pettino», ha concluso Brancadoro. (r.p.)
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