«Rincari A24-A25 bloccati fino ad aprile»

14 Dicembre 2021

Ecco la proposta del governo Draghi. Sindaci di Abruzzo e Lazio indignati: «Una presa in giro, basta con le chiacchiere»

CARSOLI. L’aumento dei pedaggi autostradali potrebbe essere bloccato per quattro mesi, in attesa dell’approvazione del Piano economico e finanziario. Ma per ora non vi sono certezze. L’ennesimo incontro dei sindaci e dei rappresentanti istituzionali di Abruzzo e Lazio è finito con una fumata nera. Il vice capo di gabinetto del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile (Mims), Giancarlo Caselli, e il direttore generale, Felice Morisco, hanno riferito di «lavorare da giorni alla questione insieme con il ministero dell’Economia (Mef) per riuscire a trovare una soluzione concreta ed evitare l’aumento del 34,75% del pedaggio di A24 e A25 dal 1° gennaio 2022».
L’INCONTRO
Una delegazione di cinque persone – il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Umberto D’Annuntiis, i sindaci di Carsoli, Velia Nazzarro, Subiaco (Roma) Domenico Petrini, e Cerreto Laziale (Roma) Gina Panci, e il consigliere di Pescina, Alfonsino Scamolla – è stata accolta al Mims per affrontare il problema. Da mesi gli oltre 100 amministratori di Abruzzo e Lazio stanno cercando di impedire il rincaro, in accordo con le associazioni degli autotrasportatori. Nel vertice, che tutti si aspettavano fosse risolutivo, è stato annunciato da Ceselli e Morisco che si sta ancora lavorando nonostante manchino solo 18 giorni al 2022 e quindi agli aumenti. Non c’è soluzione e nonostante le proteste degli amministratori, le rassicurazioni del ministro Enrico Giovannini e i provvedimenti come quello dell’onorevole Stefania Pezzopane, che a fine ottobre aveva annunciato di aver scongiurato gli aumenti con due emendamenti al Decreto infrastrutture e trasporti approvati dall’ottava commissione parlamentare, nulla è cambiato e se le cose rimarranno così dal primo gennaio gli automobilisti si ritroveranno a dover affrontare un vero salasso. LA PROPOSTA
L’ipotesi alla quale stanno lavorando al ministero è quella di bloccare gli aumenti da gennaio ad aprile con circa 6 milioni finanziati dalla legge di stabilità e nel frattempo lavorare all’approvazione del Pef che consentirebbe un investimento di oltre 5 miliardi per modernizzare e mettere in sicurezza A24 e A25. In questo modo Strada dei Parchi avrebbe un terzo dei 20 milioni di euro che dovrebbe percepire tramite i rincari con i ticket autostradali e che invece rimarrebbero invariati. Ma sindaci e amministratori sono scettici. «Non è più tempo di chiacchiere e, soprattutto, di prese in giro», hanno spiegato, «i delegati del ministro hanno riferito di aver inviato una proposta al Mef per la sterilizzazione delle tariffe per soli 4 mesi. Solito scaricabarile in attesa di definizione del Pef. Come dire: in tredici anni non abbiamo risolto la questione del Pef, lo faremo in quattro mesi». Così, in attesa di essere ricevuti dai parlamentari di Abruzzo e Lazio, gli amministratori si riuniranno domani alle 18 a Carsoli. Decideranno nuove azioni di protesta.
SOLUZIONI IMMEDIATE
Nel vertice di ieri a Roma è stato chiesto di mettere in atto delle soluzioni immediate che possano andare avanti per almeno un anno e non solo per quattro mesi. Per il sottosegretario D’Annuntiis «serve un’iniziativa forte del governo per la soluzione dei problemi e dei contenziosi esistenti tra Stato e concessionario, una soluzione che tenga conto del primario interesse pubblico. Auspichiamo che i parlamentari abruzzesi, insieme a quelli laziali, facciano in modo che nella finanziaria in corso di approvazione governo e parlamento trovino le risorse necessarie al fine di evitare che a pagare siano sempre i nostri concittadini e le nostre imprese».
STRADA DEI PARCHI
«Comprendiamo lo sconcerto dei sindaci che si sono trovati di fronte al solito muro di gomma, all’incapacità del governo di prendere delle decisioni sul tema tariffe e messa in sicurezza di A24 e A25», hanno fatto sapere da Strad dei Parchi, «stanno provando quanto, con amarezza e senso di impotenza, subisce la concessionaria ormai da 10 anni, dall’entrata in vigore della legge 228 del 2012 con la quale il parlamento chiedeva al governo di approvare il nuovo Pef d’intesa con il concessionario, garantendo la sostenibilità dei pedaggi per l’utenza». Secondo Strada dei Parchi «negli ultimi 18 mesi il commissario, Maurizio Gentile, ha lavorato alacremente individuando gli interventi necessari. Ma tutto rimane sospeso: applicazione della legge, definizione equilibrata e duratura dei pedaggi, via a lavori per miliardi da realizzare sul territorio. Tutto viene rinviato e la concessionaria resta bloccata dal doppio commissariamento. In questi giorni stiamo provvedendo a consegnare, secondo le indicazioni del ministero, l’ennesima ipotesi di Pef, con zero investimenti».
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