Rintocchi di pace contro le intolleranze

Parrocchie, scuole e associazioni coinvolte nelle iniziative di oggi e domani: chiusura con il corteo fino a piazza Nardelli
AVEZZANO. Tutto pronto nella diocesi di Avezzano per la Festa della pace 2019 organizzata dalla “Tavola della pace”, nata da un’idea dell’Azione cattolica, che coinvolge nell’organizzazione diverse realtà diocesane come Caritas, Agesci, Migrantes, l’associazione di volontariato “Rindertimi” e uffici pastorali. Quest’anno si celebrerà il XXV anniversario della festa, che per la prima volta ebbe luogo ad Avezzano nel 1994, quando l’Azione cattolica condivise il grido del Papa «Mi smo s vama» (Siamo con voi), appoggiando la proposta di candidatura dei bambini di Sarajevo al Premio Nobel per la pace.
In preparazione all’evento è stato realizzato un percorso suddiviso in tre fasi con obiettivi comuni, rivolto alle parrocchie, alle scuole, alle associazioni. La prima parte è focalizzata sullo studio approfondito della Carta costituzionale dei diritti umani e della Carta dei diritti dei bambini, basi da cui ha avuto inizio il progetto di pace.
Nella seconda sezione si riflette sulla denuncia delle ingiustizie sociali, a cominciare da piccole realtà. Nell’ultima fase si suggerisce un’esperienza concreta in cui incamminarsi e costruire una nuova realtà insieme, nella «convivialità delle differenze».
Saranno due i giorni dedicati alla Festa della Pace 2019: nella mattinata di oggi ci sarà un incontro per i ragazzi delle scuole superiori con sua eccellenza monsignor Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, il quale sarà ad Avezzano per riportare la sua preziosa testimonianza. Alle 16 egli terrà anche il convegno pubblico dal titolo “Sarajevo: convivialità delle differenze”. Sudar ha fondato in Bosnia Erzegovina le “Scuole per l’Europa”, scuole interetniche e interreligiose, con l’obiettivo di promuovere la pace e l’integrazione tramite l’educazione alla convivenza pacifica. Nella giornata di domani, invece, si celebrerà il decennale dalla posa della Campana della pace di piazza Nardelli, che è gemellata con quella di Tirana in Albania. L’appuntamento è alle 15 nel piazzale della Parrocchia della Madonna del Passo, da dove partirà un corteo che si muoverà per le strade della città fino alla Campana della pace, alla presenza di monsignor Pietro Santoro, vescovo dei Marsi, di Pero Sudar e del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis.
I rintocchi della campana della pace servono a ricordare e a denunciare tutte le vittime di intolleranze o violenze, nascoste nel silenzio. «La pace va affrontata nella costruzione di una quotidianità e per questo non deve essere solo una dimensione interiore», spiega monsignor Pietro Santoro, «il progetto della ricostruzione della pace va affidata ai giovani e alle famiglie affinché possano essere la speranza per un mondo senza differenze», continua il vescovo dei Marsi. «Infatti la pace», conclude Santoro, «favorisce l’incontro di volti, di cuori e soprattutto di intelligenze».
Una prospettiva di tolleranza quella di cui parla il vescovo dei Marsi, che mostra un futuro di integrazione culturale e religiosa, con il superamento delle effimere differenze per raggiungere unità e pacifica coesistenza. È certo, dunque, che nonostante l’idealizzazione e l’organizzazione siano merito della diocesi, l’evento non si limiterà a trattare delle disuguaglianze solamente teologiche, bensì quelle che riguardano qualsiasi azione o pensiero di ogni uomo. In un mondo in cui la diversità è temuta e tempestivamente allontanata, questa iniziativa acquista un’importanza maggiore e uno scopo ancora più nobile: aprire gli orizzonti della comunità, sia religiosa che civile, verso il mondo intero. Altrettanto importante è evidenziare il ruolo da protagonisti che rivestiranno i giovani. A loro, infatti, saranno affidati preziosi strumenti per cominciare a camminare in questa direzione e migliorarsi giorno dopo giorno, per far sì che nel loro futuro la tolleranza non sia l’eccezione, ma la regola di pace e collaborazione.
Matteo Angelozzi
Chiara Ciocci
Elisa Scipioni
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