Ripartono a Pescomaggiore i lavori di restauro della chiesa

PESCOMAGGIORE. Stanno per riprendere i lavori di ristrutturazione della chiesa di San Martino di Pescomaggiore (stazione appaltante è il Segretario regionale del ministero Beni culturali), sospesi a...
PESCOMAGGIORE. Stanno per riprendere i lavori di ristrutturazione della chiesa di San Martino di Pescomaggiore (stazione appaltante è il Segretario regionale del ministero Beni culturali), sospesi a luglio perché è stata necessaria una variante al progetto iniziale. Originariamente era stato previsto il consolidamento delle fondazioni del muro della chiesa che dà su una scarpata (abbastanza friabile) con delle palificazioni. Ci si è però accorti che le vibrazioni che avrebbe causato l’inserimento dei pali nel sottosuolo avrebbero potuto compromettere la tenuta del muro sul quale, all’interno, c’è anche un importante affresco. Si è deciso di variare il progetto prevedendo un muro di contenimento che possa sostenere la scarpata e quindi anche l’edificio sacro. I lavori dovrebbero riprendere al più presto.
LA STORIA DELLA CHIESA
Nella scheda storica a cura della diocesi si legge: “Negli estimi diocesani del 1313 compare anche quello relativo alla chiesa di San Martino di Pescomaggiore. Si parla di Chiesa Madre chiamata Prepositura di San Martino con due altari laterali e uno centrale e il fonte battesimale formato da un monoblocco ad anfora poggiante su un elegante piedistallo. Il campanile è a tre luci. Il tempio presentava sull’altare maggiore una cupola affrescata, mentre nella parete dove si apre l’entrata, faceva bella mostra l’organo a canne. L’accesso alla chiesa avviene mediante quattro gradini che conducono al settecentesco portale in pietra con timpano spezzato che si apre nella facciata d’ispirazione neoclassica. Intonacata e con apertura rettangolare posta al di sopra del portale di ingresso, la facciata della chiesa che si erige su di un basamento in pietra ha subìto danni rilevanti a seguito del sisma: la parte superiore, che ospitava un timpano curvilineo contenente un grande orologio, risulta parzialmente crollata. La chiesa ha una pianta a croce con navata unica e con due altari laterali e uno centrale. La zona presbiteriale è rialzata di un gradino rispetto all’intero impianto ed è distinta dalla rimanente parte della chiesa perché segnata da un arco a tutto sesto che si apre nella navata. Al Seicento è databile l’altare maggiore che a seguito del sisma è stato rimosso, mentre è riferibile al XV secolo l’altare a edicola del transetto sinistro, che conserva un interessante affresco raffigurante la Madonna con Bambino e angeli. La pavimentazione dell’intera chiesa è realizzata mediante lastre rettangolari in marmo grigio e nero disposte a scacchiera. (g.p.)

