Risarcito per le lesioni dopo un intervento

10 Giugno 2023

Sentenza in tribunale: azienda sanitaria condannata a pagare 70mila euro a un paziente di Celano

CELANO. Riportò dei danni permanenti alla mano dopo un’operazione in ospedale per l’asportazione di una cisti maligna. Dopo quasi dieci anni il paziente, un celanese di 60 anni, è stato risarcito dalla Asl di Avezzano L’Aquila Sulmona con una somma di circa 70mila euro per il danno subìto. I fatti risalgono al 2014 quando all’uomo venne diagnosticata una patologia alla mano. Fu necessario un intervento chirurgico che venne eseguito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Nel corso dell’intervento, però, qualcosa non andò per il verso giusto. Il paziente, assistito dall’avvocato Berardino Terra, tentò una conciliazione con l’azienda sanitaria che però rifiutò. A quel punto il celanese diede mandato al suo legale per avviare un procedimento giudiziario. Nella vicenda venne richiesta la consulenza di un perito d’ufficio del tribunale dell’Aquila, Giorgio De Simone. Secondo il collegio del tribunale dell’Aquila, presieduto dal giudice Baldovino De Sensi, nel consenso informato contestato dal paziente non si era fatta menzione «del possibile danno neurologico di tipo motorio che sarebbe potuto insorgere». Il documento, infatti, parlava soltanto di «deficit stesici o estesici e, di conseguenza, non delle conseguenze possibili per il tipo di operazione». I consulenti, infatti, hanno precisato che «le lesioni riscontrate dal paziente possono essere previste, essendo la loro incidenza pari all’1-2 per cento». Inoltre, sempre secondo il consulente, l’intervento «non è stato eseguito secondo le linee guida». Per questo e altri motivi la richiesta di risarcimento nei confronti della struttura sanitaria convenuta, quindi della Asl, è stata accolta. Il tribunale ha disposto così il pagamento di una somma di circa 70mila euro nei confronti del paziente marsicano. (p.g.)
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