«Risate, rassicurazioni e Montepulciano»

17 Luglio 2024

Sinistra Italiana, Casa del popolo e Pd tornano sulla Grandi rischi e le dichiarazioni fuorvianti

L’AQUILA. Tante le reazioni che ieri hanno ingrossato il mare di sdegno generato dalla sentenza. Il segretario del Partito democratico, Nello Avellani, e il responsabile politiche sociali Pd, Alessandro Tettamanti, hanno infatti ricordato come «nessuna autorità scientifica o politica fornì elementi che spingessero la popolazione a uscire di casa», né «vi fu nessuna ordinanza in tal senso», con la cittadinanza che restò senza «possibilità materiali alternative alle proprie abitazioni. Affinché le case fossero evacuate, sarebbe stato necessario, da parte delle autorità, dare attivamente un allarme, che però non diedero affatto. Per questo la stragrande maggioranza delle persone quella notte non hanno, legittimamente, quanto tragicamente, adottato comportamenti diversi da quelli usuali. Riteniamo dunque non si possa attribuire in alcun modo una “condotta incauta” ai cittadini e le cittadine, tantomeno ai giovani studenti fuorisede oggetto della sentenza. Sembra altresì che la sentenza che ha condannato la Commissione Grandi Rischi nella persona di De Bernardinis, venga ora utilizzata erroneamente per affermare che, se non si fu da lui rassicurati, allora si sarebbe dovuto provvedere a mettersi in salvo. Un assunto inaccettabile», per il Pd, che ribadiscono come «le vittime non abbiano colpe. Per questo siamo sempre stati e saremo sempre al fianco dei parenti nel chiedere il risarcimento dei danni».
Di «ennesima presa in giro nei confronti di chi ha perso la vita e dei loro familiari» parla invece la Casa del popolo di Teramo, che in un comunicato torna sulla «mancata prevenzione», sulle «rassicurazioni dei giorni precedenti», sul «bicchiere di Montepulciano» consigliato contro la paura, e sulla riunione della Commissione Grandi Rischi derubricata a semplice «operazione mediatica». Ma anche sulle «risate degli imprenditori» che già pregustavano gli affari della ricostruzione. Tutte «porcate da far venire il voltastomaco», cui l’ultima sentenza serve solo ad «abbassare ulteriormente l’asticella della dignità da parte di uno Stato che si mostra forte con i deboli e viceversa. I tribunali agiscono in nome di questo principio, perpetuando ingiustizia e calpestando la memoria dei morti. Lo vediamo qui, quando difende se stesso accusando la popolazione di una tragedia di cui non può essere responsabile».
«Allora siamo tutti colpevoli» commentano dal canto loro Daniele Licheri e Pierluigi Iannarelli di Sinistra italiana. «Altro che comportamento incauto: quello degli aquilani di quel 6 aprile è stato il comportamento di chi ha creduto a quanto era stato detto loro», specie a seguito della riunione della Grandi rischi. «Ora che ha scaricato possiamo andare a dormire tranquilli non è stata altro che la proiezione confortante di quello che era stato detto e che girava sui giornali senza che nessuna autorità lo smentisse», ricordano. «Ora, quello stesso Stato, sentenzia che chi la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 era all’Aquila e non è andato a dormire in macchina è stato colpevole di avergli creduto, è stato colpevole di non aver capito da solo che tutte quelle notizie, che giravano sui mezzi di comunicazione circa la bontà di uno sciame sismico, erano cavolate». (t.d.b.)