Riscaldamento abusivo Fedeli al freddo in chiesa

18 Novembre 2018

La Soprintendenza spegne la stufa a San Rocco perché il comignolo è irregolare Messe celebrate in un appartamento, montano le proteste dei parrocchiani

SULMONA. La Soprintendenza chiude la stufa della chiesa e la messa emigra in un piccolo appartamento a ridosso della caserma della Guardia di finanza. Un caso destinato a far discutere quello che coinvolge i fedeli che frequentano la piccola chiesa di San Rocco, da poco riaperta al culto. Dopo il restauro voluto dal parroco, don Gilberto Uscategui, su richiesta dei suoi parrocchiani che premevano per poter tornare a pregare all’interno di una chiesa che fa parte della storia della città, era stato deciso di collocare una stufa a legna per rendere l’ambiente più accogliente, posizionando un piccolo comignolo in acciaio sul tetto. Un’appendice che non è piaciuta ad alcuni residenti, che tempestivamente si sono attivati mettendo al corrente la sovrintendenza che al termine di un sopralluogo ha invitato il parroco a togliere il piccolo comignolo.
«Non riusciamo a capire il motivo di una decisione tanto drastica», affermano in coro alcuni fedeli, «anche perché il comignolo non sembrava così impattante quando lo è la cassetta della fibra ottica fatta installare da poco proprio davanti alla porta della chiesa per la quale nessuno, però, ha mosso obiezioni. Due pesi e due misure che restano francamente incomprensibili».
Tolto il comignolo, è stata disattivata anche la stufa costringendo i parrocchiani a trovarsi altri locali per poter assistere alla santa messa quotidiana. In accordo con don Gilberto, sono stati trovati alcuni spazi vicino alla chiesa di San Filippo Neri, ambienti che sono stati puliti e dotati di un impianto elettrico per la sistemazione degli arredi tra cui anche stufe elettriche.
«Consideriamo questa come sistemazione provvisoria», evidenziano i parrocchiani, «perché vogliamo tornare a pregare nella chiesa di San Pietro alla quale siamo particolarmente legati. Una chiesa che è parte integrante della nostra comunità religiosa. Motivo che ci spinge a chiedere alla Sovrintendenza di trovare una soluzione che possa accontentare tutti. Tra l’altro, grida vendetta quella cassetta elettrica collocata nel piazzale a fianco della scalinata da poco rimessa a nuovo e liberata da auto e motorini. Se la legge è uguale per tutti, allora anche l’armadio elettrico deve essere spostato», concludono i parrocchiani, «se questo non dovesse avvenire, a quel punto non escludiamo forme di protesta che organizzeremo nei prossimi giorni davanti alla nostra chiesa».
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