Rischia di chiudere l’asilo con 150 bambini

Il caso a Borgo Pineta: basso indice di vulnerabilità sismica scoperto dopo un esposto alla Procura
AVEZZANO. Sopravvivenza a rischio per la scuola dell’infanzia Madonna del Passo di Avezzano. Una delle strutture scolastiche più longeve della città, nata il primo novembre del 1957 per volontà dell’allora parroco don Giuseppe di Orio, potrebbe dover chiudere i battenti.
L’asilo, di proprietà dell’omonima parrocchia, ospita oggi 150 bambini tra i 18 mesi e i 6 anni. Venne istituita dal sacerdote proprio per dare un servizio essenziale a un quartiere in forte espansione (Borgo Pineta). Dalla sua fondazione e fino al 2015 è stata una scuola parrocchiale, successivamente passata sotto la gestione dell’Associazione don Giuseppe di Orio che ancora oggi se ne occupa. A seguito di una denuncia dell’agosto 2022 alla Procura di Avezzano e all’Ufficio scolastico regionale, sono scattate delle verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’edificio. Dai controlli è emerso che l’edificio adiacente alla chiesa della Madonna del Passo ha un indice di vulnerabilità basso. La struttura avrebbe necessità di un costoso adeguamento sismico. Da qui è nato un acceso dibattito tra l’Associazione don Giuseppe di Orio, la parrocchia Madonna del Passo e la diocesi dei Marsi. Ci sono stati degli incontri e dei confronti tra le parti, anche dai toni piuttosto vivaci, ma non si è riusciti a individuare una soluzione. Una famiglia molto legata alla scuola e alla figura del sacerdote don Giuseppe di Orio, a seguito di una perizia effettuata da alcuni tecnici di fiducia, si è offerta di ristrutturare l’edificio scolastico di Borgo Pineta a proprie spese. L’ingegnere contattato ha stimato che per mettere in sicurezza la struttura, e adeguarla agli standard previsti dalla normativa vigente, sarebbero necessari 200mila euro; per i tecnici contattati dalla parrocchia, invece, ce ne vorrebbero 700mila euro in più. Non si riesce per ora a sciogliere questo nodo e soprattutto non si riesce a trovare una via d’uscita valida. Per questo la preoccupazione è alta, soprattutto tra le famiglie che da una parte vorrebbero una scuola sicura e dall’altra poter proseguire con l’attività didattica in un edificio da sempre punto di riferimento. Anche il personale scolastico dell’infanzia, attraverso una lettera aperta, ha chiesto una soluzione a questo problema, che va avanti da otto anni e sta preoccupando un’intera comunità scolastica. (e.b.)
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