Rischio cementificazione sulle rive del lago di Scanno

12 Dicembre 2016

SCANNO. Torna il rischio di una cementificazione incontrollata lungo le rive del lago di Scanno. La Edil Gm, azienda romana che opera nel settore movimento terra, urbanizzazioni e demolizioni civili...

SCANNO. Torna il rischio di una cementificazione incontrollata lungo le rive del lago di Scanno. La Edil Gm, azienda romana che opera nel settore movimento terra, urbanizzazioni e demolizioni civili e industriali, non rinuncia al progetto di costruzione di un piccolo complesso edilizio lungo le sponde del bacino naturale. La società laziale minaccia di ricorrere alla magistratura se il Comune in tempi brevi non provvederà all’alienazione di una porzione di terreno lungo l’ex strada statale 479 Sannite. A comunicarlo a chiare lettere è l’amministratore delegato della società Gianfranco Mandrelli, che in una nota rivendica il diritto all’acquisto dell’area e promette di trascinare il sindaco Pietro Spacone in tribunale se gli amministratori scannesi respingeranno ancora la richiesta di alienazione dell’area. Un decreto di trasferimento, emanato dal tribunale di Sulmona, afferma che la società laziale è già proprietaria dell’'immobile che si trova sull'area e che «si ritiene preferibile» alienare contestualmente la superficie attigua adibita a uso boschivo. Nel 2014 l’amministrazione municipale, di fronte alla prima richiesta di alienazione della Edil Gm, decise di non vendere ma di cedere in affitto per 99 anni i terreni. Contro la richiesta e la temuta colata di cemento sul lago è stata promossa già una petizione popolare, ispirata dal movimento politico “La Viè Nova”. Oltre 600 le firme che esprimono la contrarietà dei cittadini alla cessione dell’area, che rappresenta una delle poche vie di accesso rimaste al lago di Scanno. Il consiglio comunale ha nominato intanto una commissione che entro il prossimo 16 dicembre deve decidere a favore o contro la richiesta.

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