Rischio salmonella, i raccolti sono salvi

2 Agosto 2019

Zavarella (Consorzio): «Esclusa la presenza del batterio nelle acque del fiume Aterno che distribuiamo agli utenti»

SULMONA. «Non c’è salmonella nelle acque del fiume Aterno distribuite dal consorzio». Le rassicurazioni ai consorziati e a tutti gli agricoltori e a tutti gli agricoltori e allevatori della Valle Peligna e dell’Aquilano sulla bontà delle acque per l’irrigazione arrivano dal Consorzio di bonifica interno del bacino Aterno-Sagittario. Un allarme che si era diffuso nei mesi scorsi In conseguenza del rilevamento del batterio della salmonella nelle acque del fiume Aterno. Situazione che aveva spinto tutti gli utenti che utilizzano l’acqua distribuita dal consorzio a esternare le proprie preoccupazioni perché il fenomeno avrebbe potuto mettere a rischio sia il raccolto di questi mesi che la salute degli animali. In collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise, il consorzio di bonifica, così come aveva già fatto lo scorso anno, ha attivato tempestivamente il piano di autogestione, per il monitoraggio delle acque irrigue del comprensorio consortile della Valle dell’Aquilano e della Valle Peligna. Dopo i controlli, eseguiti nei giorni 24 giugno e 15 luglio 2019, nei comprensori interessati dalla presenza della salmonella, sono stati effettuati 24 prelievi di campioni di acqua, nei punti accumulo ed erogazione della risorsa idrica. Inoltre sono stati rilevati i parametri chimico-fisici mediante una sonda multiparametrica e georeferenziate le stazioni di monitoraggio. «Tutti gli accertamenti eseguiti hanno dato esito favorevole evidenziando assenza di salmonella sui campioni esaminati», afferma il presidente del Consorzio di Bonifica Salvatore Ezio Zavarella. «Rassicuro i consorziati sulla bontà delle acque del comprensorio consortile, acque che possono legittimamente essere utilizzate per l’irrigazione delle colture con ogni positivo beneficio per le aziende produttrici, i consumatori e il territorio». Il piano di autogestione per il monitoraggio delle acque irrigue era stato adottato per la prima volta lo scorso anno, a seguito dell’allarme sorto dall’esito degli esami diffusi dall’Arta sui prelievi effettuati lungo il corso del fiume Aterno che avevano evidenziato il batterio della salmonella.
«Tutta l’attività, sebbene non imposta ex lege, è stata posta in essere secondo quanto previsto dal protocollo di autocontrollo realizzato dal Consorzio di bonifica, frutto del lavoro puntuale e certosino dei nostri tecnici, nonché della preziosa collaborazione fornita dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise», conclude Zavarella.
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