Rischio valanghe, albergo sgomberato

Gran Sasso, provvedimento del sindaco per l’hotel “Nido dell’Aquila”. Interdetta la strada per Campo Imperatore
L’AQUILA. Chissà cosa avranno pensato i turisti ospiti dell’hotel Nido dell’Aquila a Fonte Cerreto, nel vedere del Comune sbarrare con transenne di acciaio la strada provinciale che da Fonte Cerreto conduce a Campo Imperatore. La scritta “eccetto autorizzati” è d’altra parte inequivocabile: eccetto forze dell’ordine, mezzi di emergenza o comunque autorizzati, da ieri, con l’ordinanza numero 10, il sindaco Pierluigi Biondi ha ordinato «la chiusura temporanea del tratto di strada statale 17 bis del Gran Sasso», a partire «dal piazzale di Fonte Cerreto, direzione Monte Cristo, a seguito di rischio valanghivo». Un’ordinanza di cui non c’è traccia sull’albo pretorio del Comune, ma di cui hanno potuto toccare con mano gli effetti i residenti del centro abitato, gli operatori turistici e i clienti delle strutture ricettive. Strada chiusa più o meno pochi metri dopo il ristorante “Da Maria”, fino a Campo Imperatore e fino a data da destinarsi. Dentro, ci ricadono una parte del centro abitato di Fonte Cerreto e l’hotel Nido dell’Aquila, per il quale è stato ordinato lo sgombero. Una chiusura arrivata come un fulmine nel cielo sereno di un bel fine settimana invernale, in cui l’intera zona avrebbe dovuto pullulare di gente nelle strutture, in montagna, con ciaspole, sci, scarponi ai piedi. Invece determinerà forse un fuggi-fuggi generale.
L’ORDINANZA. La chiusura è di quelle necessarie, decisa per proteggere l’incolumità delle persone dopo l’esito della verifica della Commissione comunale per la valutazione del rischio valanghivo a Fonte Cerreto, «a seguito delle copiose precipitazioni nevose». Ieri la commissione ha comunicato che «nella zona indicata “Vene Rosse” (quella del distacco della valanga nel gennaio 2017, ndc) esiste un concreto rischio valanghivo indicato nelle comunicazioni che si sono susseguite come “marcato 3”, come si legge nell’ordinanza. Dunque, rischio alto. La commissione ha valutato che «sussiste la possibilità che un eventuale distacco del manto nevoso possa coinvolgere la sottostante viabilità della Ss17 del Gran Sasso» e, dato che «sussistono le condizioni pregiudizievoli per la pubblica incolumità» e considerato che «per l’accesso alla struttura alberghiera Nido dell’Aquila che attualmente ospita 20 clienti oltre il personale, l’unica viabilità è la statale 17 del Gran Sasso invece esposta a rischio», il sindaco ordina «l’interdizione totale al transito veicolare» il divieto di sosta e lo sgombero dell’hotel Nido dell’Aquila, «nonché di tutte le strutture poste a monte della caserma ex Corpo forestale dello Stato».
PREVENZIONE. Un provvedimento destinato a far discutere, per esempio sul perché si sia dovuti arrivare a precludere l’accesso alla provinciale, seppure temporaneamente, quando si sarebbe potuto e dovuto attuare una serie di azioni preventive che l’avrebbero scongiurata (secondo la legge regionale del 2017, post Rigopiano, che istituisce la Carta delle valanghe è compito dei Comuni attuare la Carta di localizzazione dei pericoli valanga, Clpv, preoccupandosi anche del piano di sicurezza e realizzando le misure di prevenzione). A farlo notare è l’associazione per la tutela dello sviluppo della montagna “Save Gran Sasso”, che da due anni insiste proprio sulla necessità di attuare una prevenzione per evitare l’interdizione della viabilità che ha ricadute negative sull’intero comprensorio turistico e sciistico. «L’ordinanza stabilisce solo un’azione di monitoraggio sul pericolo, che non risolve il problema alla radice», spiegano da Save Gran Sasso, che propone ad esempio di ricorrere al cosiddetto O'Bellx, un sistema per il distacco volontario e controllato a distanza delle valanghe. «Il Comune deve attivarsi con una prevenzione vera e soldi veri, per rendere sicuro all’istante quel tratto abitato, altrimenti resterà sempre un luogo precario», insiste l’associazione, «se dovesse arrivare, infatti, una nevicata come quella del 2017 c’è il rischio che davvero si stacchi una valanga e la provinciale venga chiusa prima della Villetta». E allora, non si potrà nemmeno arrivare alla funivia.
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