Riscoprire il centro storico Un rilancio in dieci mosse

17 Febbraio 2017

Cialente e Di Stefano: «Ci vogliono delle politiche attive sul fronte dell’incentivo ma anche sulla detassazione dei tributi comunali. Oggi la zona è più sicura»

L’AQUILA. Pace fatta con i commercianti. Dopo la presa di posizione contro la sede unica dei servizi del Comune nell’ex autoparco, criticata duramente dalla Confcommercio, nasce un percorso condiviso Confcommercio-Comune per pianificare la rinascita del centro storico. Il cuore cittadino ha smesso di pulsare dal 24 agosto, il giorno in cui il terremoto ha distrutto Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, precipitando di nuovo la città nell’incertezza appena superata del post-sisma. Incertezza poi aggravata dagli altri terremoti del Centro Italia e da quello del 18 gennaio, con le dichiarazioni della Commissione Grandi Rischi che ha paventato la possibilità di una forte scossa proprio nel territorio aquilano già colpito e nel Centro Italia in generale. E la città è tornata a spopolarsi, con i commercianti a soffrire per la mancanza di un tessuto economico e sociale fondamentali per la loro sopravvivenza.

LABORATORIO RINASCITA. Ora nasce un «laboratorio della ripresa economica e commerciale del centro storico aquilano», sulla base di un protocollo che verrà firmato dal Comune e dalla Confcommercio dell’Aquila entro questo mese. Un percorso avviato in un incontro serale avvenuto nella sede dell’Ance in cui i commercianti hanno spiegato a cuore aperto le loro preoccupazioni per una «mancata strategia di rinascita».

Ad ascoltarli il sindaco Massimo Cialente e l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, che hanno messo sul tavolo le loro carte «per spiegare le scelte dell’amminstrazione a favore del centro storico e del commercio», è stato il commento di Di Stefano, «e illustrare il perché della sede comunale dei servizi al cittadino e del luogo scelto».

Insomma, un dialogo a tu per tu sulla città del futuro, che è poi è quella che si sta delineando ora. L’obiettivo è uscire dal sistema che ha visto sinora lavorare le varie anime della città in «compartimenti stagni» e andare avanti di pari passo.

Al decalogo fornito dalla Confcommercio, che da otto anni chiede affitti più bassi, canoni di locazione più agevoli, parcheggi efficienti e a rotazione, meno burocrazia, la creazione di attrattori economici e sociali in grado di riprodurre un «mix merceologico» e ricostituire, così, una comunità vera, è arrivata la risposta del Comune. «Ci vogliono politiche attive sul fronte dell’incentivo ma anche sulla detassazione dei tributi comunali», hanno spiegato assessore e sindaco, «ci vuole anche la consapevolezza che oggi il centro è più sicuro di prima, che i palazzi recuperati sono un formidabile attrattore turistico insieme agli interventi pubblici che si stanno realizzando e sarà anche uno dei più belli grazie alla qualità degli interventi di recupero e restauro».

Anche per il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, «finalmente è partito un percorso condiviso, nascerà un laboratorio della ripresa che conta 130 eguali nel resto del Paese». Confcommercio ha denunciato la lentezza della ricostruzione pubblica, il vero problema della ripresa della vita cittadina, e chiesto con forza – tra le altre cose – che le istituzioni si facciano carico di riportare in centro la sede centrale di Poste italiane e di organizzare navette dal parcheggio di Collemaggio e da quello di Acquasanta. Sindaco e assessore hanno ribadito le misure di sostegno economico, fiscale e di riposizionamento nel centro storico di poli didattici (ex area militare di San Bernardino, dove, nella sede dell’ex Liceo Scientifico, è stata proposta la ricollocazione della Rai), poli museali (le sedi distaccate del Maxxi a Palazzo Ardinghelli e a Santa Maria dei Raccomandati), aree mercatali e quanto necessario a far rivivere il cuore storico cittadino alzandone la qualità della vita. TASSAZIONE DIVERSIFICATA. L'amministrazione comunale sta già elaborando provvedimenti di fiscalità comunale di vantaggio penalizzando quei proprietari che manterranno sfitti i locali commerciali (riparati con fondi pubblici) e non favorendo, così, la rinascita economica. Saranno, invece, favoriti con esenzioni fiscali pluriennali i commercianti che vorranno posizionare dehors di qualità.

FARE CENTRO. Dovrebbe essere in arrivo entro la fine di febbraio anche il bando regionale "Fare centro", che mette a disposizione risorse pubbliche per la ricollocazione in centro di attività commerciali, artigianali e professionali per la ricostruzione di un tessuto comunitario che senza lo scambio commerciale e culturale non ha ragione di esistere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA