Rissa a Gallipoli, assolti 6 celanesi
I giovani rimasero coinvolti in una scazzottata con alcuni milanesi nell’estate 2020
CELANO. Sono stati assolti sette giovani, sei celanesi e uno milanese, coinvolti nella maxi rissa nel centro di Gallipoli avvenuta nella notte tra il 30 luglio e il primo agosto 2020. L’episodio ha visto protagonisti trenta giovani (dodici minorenni), di cui dodici celanesi e diciotto milanesi. Due di loro erano finiti in ospedale con ferite da taglio. La sentenza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce, Alessandra Sermarini, ha annullato il decreto di condanna, arrivato dopo che era stata disposta l’archiviazione da parte della procura di Lecce, che aveva giudicato il fatto di lieve entità. I giovani sono stati assolti secondo il principio del ne bis in idem, vale a dire il divieto di nuovo giudizio per un imputato assolto o condannato in via definitiva per lo stesso fatto. Si tratta di Luciano Del Corvo, 21 anni; Antonio Catenacci, 20 anni; Benedetto Santori, 22 anni; Angelo Barbati, 21 anni; Roberto Di Nardo, 22 anni; Pietro Morgante, 21 anni; e Stefano Branbilla, milanese di 20 anni.
Anche i minorenni erano stati scagionati con formula piena. I fatti risalgono all’estate post lockdown quando nel pieno centro di Gallipoli, in via Savonarola, un gruppo di giovani celanesi stava trascorrendo le vacanze nella città e rimase coinvolto in una maxi rissa con alcuni coetanei milanesi. Al termine della lite, un ragazzo milanese era stato portato in ospedale per una profonda ferita da taglio al petto, che aveva richiesto 25 punti di sutura, mentre un coetaneo marsicano era stato ferito all’occhio destro. Erano stati denunciati, inoltre, anche i titolari degli appartamenti affittati, per inottemperanza alle norme che prevedono la registrazione degli ospiti in un apposito portale. Ieri è arrivata l’ultima sentenza sul caso. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Lucio Cotturone, Andrea Rosa, Ottaviano Roselli e Paolo Di Cesare, tutti del Foro di Avezzano; Antonio Fegatelli del Foro di Roma e Santo Emanuele De Paola del Foro di Milano. (l.p.)
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