Rissa alla stazione, il 16enne nega le botte

4 Giugno 2021

Udienza per il ragazzo di San Benedetto dei Marsi accusato da un coetaneo: attesa per il verdetto

AVEZZANO. «Non è stato il mio calcio a rompergli la caviglia». Si è difeso così davanti al gip del Tribunale per i minorenni dell’Aquila il sedicenne di San Benedetto dei Marsi accusato di lesioni personali nei confronti di un quindicenne di Collelongo.
L’aggressione che aveva generato allarme sociale si era verificata il 7 maggio scorso nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Avezzano. A incastrare il presunto aggressore un video postato sui social e acquisito dalla squadra mobile dell’Aquila, che ha condotto le indagini insieme al commissariato di Avezzano e alla polfer. «Il video è solo un racconto, non un vanto», dice l’avvocato dell’indagato Jacopo Angelini, «abbiamo evidenziato attraverso testimoni e massaggi come il mio assistito sia stato vittima di bullismo da parte del quindicenne di Collelongo». Il presunto aggressore, infatti, ha riferito che tre o quattro mesi prima aveva intrattenuto delle conversazioni private su Instagram con quella che pensava essere una ragazza, scoprendo solo successivamente che in realtà era stata la vittima ad adescarlo sui social con un inganno. Chat i cui screenshot, secondo l’indagato, sarebbero circolati sugli smartphone di circa 500 studenti di tutta la Marsica creandogli notevole imbarazzo. Il giorno prima della presunta aggressione i due si erano già spintonati dopo essersi rivolti insulti a vicenda.
Aspetto questo ricostruito anche dagli investigatori. La mattina del 7 maggio scorso il sedicenne di San Benedetto dei Marsi ha raccontato che alla sua vista la vittima avrebbe sputato a terra e sghignazzato in segno di sfida, ne sarebbe nato un litigio poi sfociato in rissa durante la quale i due se le sarebbero date di santa ragione, con il quindicenne che aveva riportato la frattura del malleolo. Il giorno successivo la vittima era stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza. Per gli inquirenti si era trattato di un’aggressione premeditata culminata con una tecnica da arte marziale: un “calcio a spazzata” alla gamba sinistra. Accuse respinte dal sedicenne. Quanto alla misura cautelare il pm, David Mancini, ha tre giorni di tempo per emettere parere in seguito al quale il gip, Roberto Ferrari, deciderà se confermare o meno il collocamento in comunità e l’affidamento ai servizi sociali. La famiglia della vittima è assistita dagli avvocati Rocco e Antonella Mancini che hanno fatto sapere di voler intentare un’azione civile per il risarcimento dei danni. (f.d.m.)
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