Rissa con feriti, Ranalli: «Basta coi violenti in città»

Il sindaco: subito un vertice sulla sicurezza e telecamere in centro storico L’Ascom accusa: più controlli per evitare la vendita di bevande alcoliche ai minori
SULMONA. «La misura è ormai colma, ho già interessato la prefettura per un vertice sulla sicurezza. Dico solo che reagiremo fermamente a una situazione di violenza e di degrado sociale che non fa parte della storia di Sulmona e dei sulmonesi».
È arrabbiato il sindaco Peppino Ranalli. L’ultimo episodio di sabato notte, che ha visto la città sotto scacco alla mercé di vandali e di violenti, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
«Non possiamo andare avanti in questo modo», afferma deciso il primo cittadino, «rivedremo tutta la regolamentazione sulla somministrazione di bevande all’esterno e all’interno dei locali, gli orari di esercizio, il tipo di licenze e amplieremo il sistema di videosorveglianza installando le telecamere in ogni angolo della città. Ora basta!».
Sotto accusa sono finiti quattro giovani rom che avrebbero picchiato un ragazzo di 24 anni ferendo anche il titolare di un bar della zona intervenuto in soccorso del malcapitato. Ma i rom non ci stanno a passare per i responsabili della nottata di violenza.
«Mio figlio è intervenuto per difendere un familiare di 15 anni che era stato preso di mira da alcuni giovani sulmonesi», afferma D.D.R., «abbiamo già raccontato alla polizia come sono andate le cose e domani formalizzeremo una denuncia perché anche i nostri sono stati picchiati e hanno dovuto farsi medicare al pronto soccorso».
Intanto sulla vicenda interviene anche il presidente dell’Ascom, Claudio Mariotti, il quale ha chiesto un immediato incontro al sindaco per pianificare interventi e riportare il rispetto delle regole anche tra i gestori dei locali.
«Ciò che sta avvenendo in città è inaccettabile, non c’è il rispetto delle regole e anche i controlli sono inesistenti. Ci risulta», incalza il presidente dell’Ascom, «che episodi spiacevoli, sfociati nel danneggiamento di proprietà private, a causa dei quali sono scattate le prime denunce verso ignoti, siano accaduti, sempre sabato scorso, anche durante una festa in un locale nella zona industriale, dove erano presenti almeno 500 giovani. Lì la musica assordante si è protratta fino alle prime luci dell’alba, nonostante nelle vicinanze ci sia una clinica privata».
Ribadisce Mariotti la necessità di «maggiori controlli anche sul fronte della somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Il centro storico cittadino, di notte è terra di nessuno, così come alcune zone di periferia», rimarca, sottolineando che «non è questo un bel biglietto da visita per Sulmona che ha la pretesa di essere città d’arte, di cultura e di turismo».
Claudio Lattanzio
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