Rissa di Tagliacozzo scatenata dalla gelosia

1 Novembre 2018

Ricostruite le fasi della violenta lite, i nomi dei 5 arrestati. Un 38enne ricoverato a Neurochirurgia

TAGLIACOZZO. Motivi di gelosia per delle avance fatte a una donna. Sarebbe la motivazione alla base della rissa a colpi di ascia, punte di demolitori e lancio di sampietrini. Le persone coinvolte sarebbero state filmate dalle telecamere di sorveglianza del centro storico di Tagliacozzo. Episodio avvenuto martedì pomeriggio tra due gruppi di albanesi. Sono stati arrestati Kole Vladi, 37 anni, Markelian Gjomarkaj (20), Magelian Lleshaj (20), Clement Tuku (28) e Zequir Meta (38), tutti di nazionalità albanese ma da anni residenti a Tagliacozzo e tutti impiegati nel settore edilizio. A.L. e M.L. sono indagati con l’accusa di rissa. Al momento dell’arrivo dei carabinieri si erano allontanati dal posto. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due connazionali avrebbero partecipato alla spedizione punitiva. Tre persone sono rimaste ferite e una, il 38enne Meta, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale dell’Aquila. I carabinieri della compagnia di Tagliacozzo hanno arrestato i cinque albanesi con l’accusa di rissa. Tutto sarebbe cominciato per questioni di gelosia per una donna che avrebbero provocato la discussione tra due giovani operai. Una lite soltanto verbale davanti ad altri operaio che però si è trasformata in una violenta rissa. Infatti i due albanesi si sono lasciati per l’ora di pranzo, ma a uno dei due sembra che la discussione non fosse andata giù. Così una volta a casa ha chiesto l’intervento di alcuni parenti e a quel punto sarebbe partita una specie di spedizione punitiva. Il gruppo composto da circa cinque persone, tutte di nazionalità albanese, ha raggiunto il connazionale in via Borgonovo, nel centro storico di Tagliacozzo, per una resa dei conti. A quel punto è scoppiata la rissa e anche un’auto, di proprietà di un albanese coinvolto, è stata distrutta a colpi di ascia, di una trivella e di una punta da demolitore. L’auto è andata semidistrutta ed è stato necessario l’intervento di un carro attrezzi per rimuovere il mezzo dalla strada. Sul posto sono arrivati nel giro di pochi minuti, chiamati da alcuni residenti, i carabinieri. I protagonisti sono stati identificati in poco tempo. Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Luca Motta, Antonio Milo, Pasquale Motta e Paolo Trani. (p.g.)
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