Ristoranti e alberghi: nove su dieci sono chiusi
Donatelli (Confcommercio): «Lo Stato deve farsi carico di aiuti a fondo perduto I settori più colpiti sono quelli del commercio, del turismo e dei servizi»
L’AQUILA. «L'emergenza coronavirus sta causando il collasso del sistema socio-economico della provincia dell'Aquila e le misure poste in campo dal governo finora non sono, in alcun modo, sufficienti a fronteggiare la crisi».
Il presidente della Confcommercio della provincia dell'Aquila, Roberto Donatelli, lancia l'allarme sulla fragilità del sistema economico locale, che rischia di implodere.
Lo fa, supportato dai numeri. Eccoli.
Fino al 31 dicembre 2019, in provincia erano attive 15.151 attività economiche del terziario: di queste, 9.621 si sono fermate nei due mesi di lockdown.
Dei 34.450 addetti dei vari settori, 20.324 sono finiti in cassa integrazione (che tra l’altro devono ancora percepire in larga parte.
CRISI PROFONDA. Gli unici comparti non toccati dalla crisi sono il commercio alimentare, sia all'ingrosso che al dettaglio, il trasporto e magazzinaggio, i servizi informatici e attività finanziarie e assicurative.
Per quanto riguarda il commercio al dettagli, invece, è una vera catastrofe.
E sul commercio non alimentare si è abbattuta una mannaia, con il blocco di 3.798 attività su 4.458, che fa registrare un disastroso 85,2%; e sono 6.118 i lavoratori mandati a casa, su 7.452.
È andata peggio per alloggio e ristorazione, dove la chiusura delle attività ha toccato quota 91,8%: fermi 2.732 ristoranti, bar, alberghi e strutture ricettive, su 2.976, con più di 8mila dipendenti in cassa integrazione (anche in questo caso in larga parte ancora da percepire).
Anche le agenzie di viaggio hanno fatto registrare un calo, con 590 attività chiuse su 1.072, poco più della metà. In cima alla classifica la voce “altre attività di servizi”, dove la chiusura ha riguardato 1.278 imprese su 1.371, il 93,2% e 2.359 lavoratori in cassa integrazione.
LIQUIDITÁ E MENO TASSE. «La sospensione ha determinato la paralisi di 9.621 imprese del terziario di mercato, con il coinvolgimento di 20.324 addetti», è il bilancio di Donatelli, «la riapertura delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che sono state costrette a sospendere l’attività, sta avvenendo in modo graduale, in maniera selettiva, tenendo conto dei settori di attività e delle peculiarità economico-territoriali. Ma la ripresa non può che basarsi su cinque elementi fondamentali: liquidità alle aziende, proroga della sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali, rimodulazione dei tributi locali, ammortizzatori sociali, riduzione del costo del lavoro. Il Decreto Liquidità ha cercato di dare un sostegno alle imprese, creando una rete di garanzie, ma è ancora una risposta parziale all’emergenza che il mondo imprenditoriale sta vivendo: lascia, infatti, adito a numerosi inconvenienti riguardo le tempistiche e la fluidità delle procedure, oltre a una scarsa risposta degli istituti di credito al provvedimento».
TURISMO IN GINOCCHIO. Per Donatelli «sarà necessario disporre una proroga della sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali oltre i mesi di aprile e maggio. Nella filiera del turismo, la più colpita, il governo deve intervenire con provvedimenti straordinari di sostegno: finanziamenti a tasso zero e prestiti a fondo perduto».
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