Ristoratore si schianta con l’auto e muore

Stefano De Gasperis, 49 anni, dopo l’incidente chiama i soccorsi e rassicura al telefono la moglie. Poi si spegne in ospedale
AVEZZANO. Stava tornando a casa dalla sua famiglia dopo aver lasciato la sua pizzeria, attività che aveva portato avanti per anni con tanti sacrifici. Ad aspettarlo c’erano la moglie Elisa e la figlia Maria Teresa. Ma la sua vita si è fermata sul parapetto di un ponte, lungo la provinciale tra Trasacco e Collelongo. Stefano De Gasperis, noto ristoratore di Avezzano, aveva 49 anni. L’impatto, avvenuto mentre era alla guida del suo Fiat Fiorino, non gli ha lasciato scampo. L’incidente è stato causato da un colpo di sonno, come il ristoratore stesso ha avuto la forza di raccontare agli operatori del 118 durante il trasporto in ospedale. Subito dopo l’impatto il proprietario della pizzeria Golden Park, in via Nuova, è anche riuscito – nonostante le gravi ferite riportate – a chiamare con il cellulare la moglie e il 118. Il 49enne è stato subito soccorso e trasportato all’ospedale di Avezzano dove però la situazione è precipitata a causa di un primo arresto cardiaco a cui ne è seguito subito dopo un altro. È morto poco dopo, nonostante le trasfusioni e i numerosi tentativi di rianimarlo. Un lutto che ha suscitato sgomento in tutta la città. Tutti lo conoscevano e non solo per la sua frequentatissima attività, ma anche per le sue passioni e per le sue attività extra lavorative.
Era uno sportivo, amante e praticante del paracadutismo, ma anche un grande appassionato di cavalli. La sua morte ha lasciato un grande vuoto tra le persone che gli volevano bene. Decine le testimonianze di cordoglio.
«Un grande amico», per Arianna Lazzaro, «un lavoratore instancabile, ma soprattutto un fratello per me. Mi mancherà e ci mancherà. L’unica cosa che può alleviare un po’ il dolore immenso è pensare che nessuno muore se è vivo nel cuore di chi resta». «Ricordo quando andavo a cena e mi preparava un antipasto infinito», racconta l’amico Gianluca Pendenza, «ma la cosa bella è che gli chiedevo sempre un piattone di giardiniera perché era buonissima e lui con la sua risata mi rispondeva sempre, “e che non lo sapevi?”, e a quel punto scoppiavamo in una grande risata. Non ci credo ancora, ma è certo che non lo dimenticherò mai». «Una notizia terribile», per Paola Fortunato che lo descrive come «un ragazzo straordinario, buono, un gran lavoratore e sempre con il sorriso. Lo conoscevo da più di 30 anni, era un bravissimo ragazzo, molto legato alla famiglia. Posso immaginare il dolore di sua moglie e della bambina. La vita a volte è proprio ingiusta».
«Una bravissima persona», per Loredana Fortunato, «disponibile e molto gentile con tutti. Quando è arrivata la notizia sono rimasta senza parole». Cordoglio anche da parte degli amici della palestra. «Un gigante buono», afferma Luigi Mascioli, «sempre col sorriso sul volto: quante risate in palestra». «Eravamo in fila ieri dal radiologo», racconta incredulo Mario Anzini, «incredibile come tutto possa cambiare in pochi attimi».
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