Ritorno a nuova vita per cinque monumenti tra i più noti della città

27 Maggio 2023

Il Comune approva l’accordo di programma con la Soprintendenza Previsti interventi di restauro e per la riduzione del rischio sismico

SULMONA. Nuova vita per cinque monumenti della città di Sulmona. Nella seduta di ieri la giunta comunale ha approvato l’Accordo di programma tra il Comune e la Soprintendenza, per la realizzazione degli interventi di riduzione del rischio sismico e della vulnerabilità con successivo restauro di alcuni monumenti della città. Gli interventi riguarderanno, nello specifico, Porta Napoli, l’acquedotto medievale, la cattedrale di San Panfilo, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e la chiesa di San Francesco della Scarpa. L’Accordo di programma sarà firmato nei prossimi giorni dal sindaco Gianfranco Di Piero e dalla soprintendente Cristina Collettini.
L’ASSESSORE
«Questo è un impegno che la Soprintendenza aveva preso già da diverso tempo e che noi abbiamo anche sollecitato appena insediati», dice l’assessore Catia Di Nisio, con delega al centro storico, che aggiunge: «Abbiamo perciò ottenuto di essere noi, come Comune, stazione appaltante per alcuni monumenti. Alcuni di questi progetti di riduzione del rischio sismico sono già pronti e vanno solo appaltati e i tempi, in questo caso, si annunciano più brevi. Per gli altri progetti invece, essendo interventi più importanti, come ad esempio l’acquedotto medievale, monumento più vulnerabile, il tempo sarà più lungo. Bisogna contemperare due esigenze: quella di rafforzare la resistenza sismica dei monumenti e quella di non ledere la loro bellezza originaria».
I MONUMENTI
I cinque monumenti oggetto degli interventi saranno Porta Napoli, edificata tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Si tratta di una delle porte dell'antica cinta muraria della città, per la quale è prevista una nuova pavimentazione. Quindi l’acquedotto medievale, edificato nel 1256 durante il regno di Manfredi di Svevia, in un periodo storico nel quale Sulmona fu città fiorente e di primaria importanza per ricchezza economica, espansione demografica e sviluppo culturale.
C’è poi la cattedrale di San Panfilo che sorge su un antico tempio pagano. La chiesa venne danneggiata dai terremoti del 1456 e 1706 e ricostruita in forme barocche. E ancora, la chiesa di Santa Caterina. Tra i lavori previsti c’è sicuramente il rifacimento della facciata. Infine, la chiesa di San Francesco della Scarpa, parte di un ampio convento francescano, che fu restaurata nel 1290 da re Carlo II di Napoli. Anche questo edificio ecclesiastico ha subito danni dal terremoto del 1706 e successivamente venne ricostruito in forme barocche.
RINASCITA DEL CENTRO STORICO
Gli amministratori comunali intendono cogliere questa occasione per un nuovo passo avanti verso il rilancio del centro storico. Infatti, come espresso nella delibera di giunta, alcuni dei monumenti da mettere in sicurezza torneranno ad essere fruibili. È il caso soprattutto della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, da anni chiusa, che racchiude anch’essa piccoli gioielli di storia e d’arte. Infine, gli amministratori comunali puntano ad accelerare i tempi degli interventi proprio nell’ottica di valorizzare dal punto di vista turistico l'intero patrimonio culturale del centro storico. (u.c.)
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