Ritrovata un’altra Bolla papale Ecco la Perdonanza di Sulmona

È attribuita al pontefice Bonifacio IX e si riferisce alla chiesa di Santa Maria di Roncisvalle L’indulgenza veniva concessa a tutti coloro che, pentiti e confessati, l’avessero visitata
SULMONA. Anche Sulmona ha la sua Perdonanza. Era infatti il 9 agosto del 1391, quasi cento anni dopo la Perdonanza di Celestino V, quando il papa Bonifacio IX, il cui pontificato iniziò nel 1389 e si concluse nel 1404, emanò una bolla con la quale concesse l’indulgenza a tutti coloro che pentiti e confessati avessero visitato ogni anno, nell’ottava dell’Assunta, quindi una settimana dopo la festa dell’Assunzione, la chiesa e l’immagine di Santa Maria di Roncisvalle, poco fuori della cinta muraria cittadina.
La stessa indulgenza concessa ai visitatori della basilica di Santa Maria di Collemaggio, nel giorno della festa di San Giovanni Battista, nel quale la Chiesa ricorda la nascita del “precursore” di Cristo, giusto sei mesi prima del Natale.
L'importante documento che apre nuovi scenari sulla storia della città, è stato rinvenuto dal sulmonese Stefano Mari, nell’Archivio di Stato di Sulmona. Un documento che può sollecitare il ripristino di questa devozione, cominciando però dall’indispensabile opera di restauro della chiesa di Santa Maria di Roncisvalle, posta sulla via del tratturo, oggi visibile a poca distanza dalla caserma dei Vigili del fuoco.
Una testimonianza preziosa di chiesa rurale, che però rischia di affondare nel degrado e nell’abbandono, nonostante le ripetute segnalazioni che da anni vengono fatte per salvare quella chiesa.
La chiesa è stata fortemente danneggiata dal terremoto del 2009 e, da quel momento, lasciata nel più completo abbandono nel colpevole silenzio anche della Soprintendenza ai beni culturali della regione. La chiesa di Santa Maria di Roncisvalle sorge nelle vicinanze della parte occidentale dell'antica cinta muraria della città lungo la via romana chiamata Numicia e sullo stesso tracciato del successivo regio tratturo.
La chiesa appartenuta ai monaci Agostiniani prende nome dall'Ordine ospedaliero di Santa Maria in Roncisvalle. Conosciuta anche con il nome di Santa Maria Giovanna la chiesa fu eretta nel 13esimo secolo in una zona ritenuta sacra nell'antichità e dedicata probabilmente al culto pagano di Minerva sul sito occupato nell'Alto Medio evo dalla scomparsa chiesa di San Vincenzo.
La piccola chiesa divenne meta di numerosi pellegrinaggi particolarmente dopo che Papa Paolo III riconobbe un potere miracoloso all'immagine della vergine di Roncisvalle.
Collocata sulla via del Tratturo che collegava l'Abruzzo al Tavoliere delle Puglie, la chiesa era frequentata soprattutto da pastori che potevano trovare riparo nel piccolo tempio abbeverando il bestiame nella vicina fontana.
Ora con il ritrovamento nei depositi della sezione sulmonese dell'Archivio di Stato si impone una nuova riflessione su questo importante fatto storico della bolla di Bonifacio IX, per ripristinare una tradizione devozione che potrebbe essere collegata con quella più importante della Perdonanza celestiniana cara anche ai peligni per la figura di Papa Celestino V che visse lungo da eremita sulle pendici del Morrone dove ora sorge l'Eremo di Sant'Onofrio.
«Si tratta di un'importante scoperta che apre nuovi scenari su questa chiesa e sull'intero complesso che comprende anche la fontana di Roncisvalle», afferma il sindaco Annamaria Casini, «nei prossimi giorni incontrerò i responsabili della Soprintendenza e alla luce di questa importante novità costituita dalla Bolla papale, studiare i modi di intervento e di ulteriore valorizzazione di questo luogo che può davvero diventare un nuovo punto di riferimento turistico, culturale e religioso della nostra città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

