Rivenditore di moto condannato per truffa

29 Settembre 2022

Per il meccanico 56enne confermata l’accusa di appropriazione indebita, ma non quella di riciclaggio

SULMONA. Era finito sotto processo con l’accusa di truffa aggravata, appropriazione indebita e riciclaggio. Ieri per Antonio Naccarella, 56 anni di Sulmona, meccanico e rivenditore di moto, è arrivato il conto dalla giustizia: tre anni e quattro mesi di reclusione, duemila euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici per di cinque anni. Una sentenza pesante nei confronti del sulmonese che ieri è comparso davanti al collegio giudicante presieduto dal presidente del tribunale, Pierfilippo Mazzagreco. Una sentenza che, secondo l’avvocato difensore Mauro Maiorano, ridimensiona il quadro probatorio, essendo caduta l’accusa più grave relativa al riciclaggio dei veicoli, per la quale nel 2016 scattò la misura degli arresti domiciliari. Per questo capo d’imputazione il tribunale ha deciso che il fatto non sussiste. Non per quanto riguarda la truffa aggravata e l’appropriazione indebita in riferimento a quattro dei cinque episodi contestati, poiché per uno è stata pronunciata la sentenza di non doversi procedere per intervenuta remissione di querela. Le indagini risalgono al 2012 a seguito della denuncia di un cliente. Nel giro di pochi mesi le querele sono aumentate. Nonostante le perquisizioni i sequestri, i provvedimenti cautelari, secondo l’accusa sarebbero continuati gli illeciti a danno di acquirenti e case di produzione che non vedevano saldati gli ordini. Le accuse contestate hanno trovato solidità nella truffa di auto e motoveicoli nei confronti di quattro persone del posto. Mentre per il collegio giudicante non ci fu alcun riciclaggio. (c.l.)