Rivisondoli, terme in concessione: via libera dalla Regione Abruzzo

Sottoscritto il disciplinare per la valorizzazione dell’acqua di Fonte Strapuzio che fa bene alla pelle L’assessore Campitelli: «Prezioso patrimonio da valorizzazione, porterà benefìci al territorio»
RIVISONDOLI. L’Abruzzo torna a puntare sull’acqua e sulle terme. Ieri, negli uffici dell’assessorato all’Energia della Regione, è stato infatti sottoscritto il disciplinare di concessione per la valorizzazione dell’acqua termale “Fonte Strapuzio” nel comune di Rivisondoli. Si tratta di un’acqua non solo ricca di zolfo, utile a curare la pelle, ma anche di un micro-organismo di origine marina che ha la proprietà di favorire la crescita dei cheratinociti, le cellule più numerose dell’epidermide. Il compito di queste cellule è di produrre cheratina, la sostanza che partecipa alla fisiologica ricostruzione della barriera cutanea. Il fango termale di Rivisondoli viene portato in superficie dall’acqua che sgorga dalla sorgente “Fonte Strapuzio” ed è definito “peloide primario”, molto più efficace di quelli ottenuti artificialmente. È ricco infatti di un principio attivo in grado di aumentare i livelli di ceramidi nella cute umana. «Con grande soddisfazione, dopo mesi di lavoro concertato, abbiamo concluso un percorso condiviso che punta in maniera decisa al rilancio del settore termale nella Regione Abruzzo», ha commentato l’assessore regionale all’Energia, Nicola Campitelli, «le acque della sorgente Strapuzio rappresentano per gli abruzzesi e per il Paese tutto un prezioso patrimonio che, attraverso la sua valorizzazione, porterà benefici alla salute dei cittadini e ricchezza al territorio. Sono convinto» ha proseguito l’assessore, «che il termalismo rappresenta un settore strategico per la Regione proprio perché è uno strumento in grado di garantire un modello di sviluppo integrato, armonioso e sostenibile. L’augurio», ha concluso Campitelli, «è quello che dopo Rivisondoli si possano sbloccare le situazioni di stallo che si stanno registrando a Caramanico Terme e a Popoli affinché la nostra regione diventi sempre più un territorio in grado di assicurare alle future generazioni una crescita sana e rispettosa del grande capitale naturale di cui dispone».
Un’altra situazione di stallo in Abruzzo, legato sempre a una sorgente, in questo caso non per le terme ma per l’acqua minerale, riguarda la Santa Croce di Canistro, una tra le acque minerali considerate da Altro Consumo, per i suoi indici e principi, la migliore d’Italia. Da anni c’è una diatriba relativa all’assegnazione alla società di imbottigliamento e della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro. Una gatta da pelare per la Regione caratterizzata da una serie di ricorsi infiniti da cui sembra non si riesca più a uscire. (p.g.)
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