Roberto Junior Silveri accusa «Piccoli soldati di partito»

L’AQUILA. Sull’elezione di Maria Luisa Ianni alla presidenza della quarta Commissione consiliare comunale Regolamento e statuto, c’è un intervento molto duro da parte del consigliere Roberto Junior...
L’AQUILA. Sull’elezione di Maria Luisa Ianni alla presidenza della quarta Commissione consiliare comunale Regolamento e statuto, c’è un intervento molto duro da parte del consigliere Roberto Junior Silveri nei confronti della maggioranza. Silveri è uscito da Forza Italia e poi da Insieme per L’Aquila ed è confluito al Gruppo misto.
«Considerato che il Regolamento e lo Statuto del consiglio comunale, così come il centro storico, non sono di una maggioranza o di un'intera amministrazione, bensì sono patrimonio di tutte le amministrazioni future nonché del futuro dell’intera città. Preso atto del ruolo di presidente di IV commissione e della candidatura del consigliere Angelo Mancini (dell’opposizione, ndr), la mia scelta non è ricaduta banalmente sull'appartenenza politica», sostiene Silveri, «bensì ho soppesato: l'esperienza, la conoscenza della materia e il profilo istituzionale. Non solo. Forte della bontà delle mie riflessioni, ho scelto di dichiarare e motivare preventivamente il mio voto, così da aggiungere maggiori elementi di valutazione a beneficio di tutti i commissari».
Questa la dichiarazione di voto di Silveri: «Premesso che la IV Commissione è tecnica e non politica, che ha l'onere di aggiornare il Regolamento e lo statuto, obsoleti da oltre 20 anni, alle leggi vigenti. Ritengo che il più idoneo di tutti sia Angelo Mancini, per la sua lunga esperienza in consiglio, per la sua minuziosa conoscenza del regolamento, testimoniata "ahinoi" in più occasioni e come componente dell'Ufficio di Presidenza nella carica di vice presidente del consiglio. Sono contento che questa mia riflessione sia stata recepita anche da altri consiglieri, così come sono contento per Maria Luisa Ianni, alla quale rinnovo le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro. Spiace solo aver dovuto constatare», ha detto Silveri nella sua dichiarazione di voto, «che tra i colleghi di maggioranza ci siano consiglieri non in grado di comprendere il senso dell'istituzione, di non comprendere il valore di un voto di coscienza. Malfidati tanto da etichettare pubblicamente senza indugi e senza confronto “sabotatore” un leale compagno di squadra; o peggio ancora, talmente subdoli, da capire quello che è accaduto e strumentalizzarlo, a danno della tenuta della squadra, a favore solo di loro stessi. Bene, “piccoli soldati di partito” crescono: ora vedremo quanto saranno bravi a stare anche in guerra e con qualcuno in meno a coprir loro le spalle».
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