Rocca di Mezzo Sulla lottizzazione ultima parola al Tar

24 Novembre 2016

Alcune associazioni ambientaliste si oppongono alla delibera comunale che ha dato il via libera alle villette

L’AQUILA. Non è ancora detta l’ultima parola sulla megalottizzazione “Prata della Madonna” che il 29 luglio scorso aveva avuto il via libera (dopo un tormentato iter) da parte del consiglio comunale di Rocca di Mezzo. Infatti il tribunale amministrativo regionale nella seduta del 7 dicembre (o al massimo in quella del 21 dicembre) esaminerà la richiesta di sospensiva dei provvedimenti che sono alla base del via libera alla lottizzazione, una colata di cemento che dovrebbe essere realizzata dalla società Biocasa srl con sede legale a San Severo (Foggia). Le associazioni ambientaliste che si battono contro quella che hanno spesso definito «opera di devastazione del territorio» sono: Lipu, Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia.

Il ricorso non è solo contro il Comune di Rocca di Mezzo ma anche contro la Regione, la Provincia e il Parco regionale Velino Sirente, enti che sono stati interessati nel tempo al rilascio delle autorizzazioni. Contro le 50 e più villette a Prata della Madonna su un’area di 22.000 metri quadrati c’era stata, nel 2015, una lettera del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (deceduto nel settembre scorso) al sindaco di Rocca di Mezzo Mauro Di Ciccio nella quale Ciampi (che aveva una casa a Rocca di Mezzo) chiedeva notizie su quella possibile «ferita mortale al paesaggio» e parlava di «prospettiva sciagurata». La risposta del sindaco a Ciampi fu interlocutoria ma di fatto faceva intendere che il Comune aveva le mani legate a causa di una vicenda burocratica lunga due decenni e che era ormai giunta a un punto di non ritorno. Il presidente emerito replicò con una nota a firma del suo segretario: «Il presidente Ciampi non può non esprimerle (riferito al sindaco, ndr) il suo forte rammarico per il fatto che in questo caso come in molti altri che purtroppo si verificano nel nostro Paese con conseguenze anche gravi in termini di dissesto ambientale si deve assistere a una vicenda nella quale la doverosa tensione verso l'interesse generale sembra progressivamente arenarsi all'interno di procedure burocratiche deresponsabilizzanti magari formalmente regolari ma che finiscono per determinare esiti lontani proprio dagli interessi pubblici cui le procedure stesse sono preordinate». Ma nonostante le prese di posizione di Ciampi e i “dubbi” politici dell’amministrazione comunale, sindaco e consiglio per evitare risarcimenti milionari, nel luglio scorso, hanno detto sì (tre i voti a favore, due astenuti, uno contrario). Il ricorso al Tar degli ambientalisti ora riapre la partita. I giudici a dicembre dovranno dare o meno la sospensiva alla delibera di luglio e poi dovranno entrare nel merito della vicenda. I ricorrenti chiedono il riesame di tutti i provvedimenti che nel tempo hanno spianato la strada alla lottizzazione e contestano punto per punto i vari passaggi tra cui il parere del comitato regionale Via.

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