Roccaraso

Roccaraso, inseguimento e video all’orsa: «Risarcimenti per 50mila euro»

4 Febbraio 2026

Processo sui presunti maltrattamenti a “Bambina”: ammesse parti civili, imputato un 64enne. Per la procura: «Fatiche insopportabili per l’animale»

RIVISONDOLI. Entra nel vivo il processo sui maltrattamenti e l’investimento dell’orsa Bambina. Ieri mattina, davanti al giudice del Tribunale di Sulmona Emanuela Cisterna, sono state ammesse le parti civili nel processo che vede imputato Giuseppe Cuomo, 64enne di Rivisondoli, chiamato a rispondere del reato di maltrattamento di animali. Il giudice ha respinto l’eccezione preliminare sollevata dalla difesa, affidata all’avvocata Tania Liberatore, accogliendo invece la richiesta di costituzione di parte civile presentata da tre associazioni animaliste, rappresentate dall’avvocata Cinzia Simonetti. La richiesta complessiva di risarcimento danni ammonta a 50 mila euro. I fatti contestati risalgono al 27 giugno 2023. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe inseguito con la propria Renault Modus due esemplari di orso bruno marsicano, una femmina e il cucciolo noto come Bambina, lungo via Dante Alighieri, nel centro abitato di Roccaraso. L’episodio fu ripreso in un video della durata di circa un minuto, poi ampiamente diffuso sui social network, suscitando indignazione e allarme. Per la Procura, l’inseguimento – protrattosi per alcune centinaia di metri – avrebbe sottoposto gli animali a “sevizie o fatiche insopportabili” rispetto alle loro caratteristiche etologiche. Il pubblico ministero contesta che la condotta abbia provocato uno stato di forte stress sia nella madre sia nel cucciolo, con possibili conseguenze negative sul piano fisiologico e comportamentale, aggravate dalla giovane età dell’orso e dal periodo delicato di alimentazione della femmina. Nell’atto di imputazione si evidenzia inoltre come la fuga improvvisa abbia comportato un consumo straordinario di energie, riducendo la capacità degli animali di reagire a eventuali pericoli successivi o di spostarsi alla ricerca di cibo. Contestata anche l’interferenza con il comportamento naturale della femmina, in particolare con le strategie di protezione del cucciolo dai maschi adulti, che in natura possono attaccare i piccoli per tornare ad accoppiarsi con la madre. Il processo proseguirà nelle prossime udienze, quando verranno approfonditi i profili tecnici e scientifici legati alle conseguenze dell’episodio sugli animali coinvolti. Episodi pressocchè simili si erano verificati anche a Roccaraso e Introdacqua dove un 40enne era stato denunciato in Procura per lo stesso reato.