Roccaraso, stagione da 250mila presenze: picchi di 20mila nei weekend

8 Aprile 2026

Impianti aperti fino a Pasquetta e indotto in crescita. Del Castello: «Effetti positivi sull’economia». Ecco tutti i dati

ROCCARASO. Si chiude con numeri solidi e un bilancio complessivamente positivo la stagione sciistica dell’Alto Sangro. Da gennaio ad aprile sono state registrate oltre 250 mila presenze, con picchi nei fine settimana che hanno toccato i 20 mila skipass staccati in un solo giorno. Un flusso costante di sciatori che, nei momenti di maggiore affluenza, ha portato fino a cinquemila presenze giornaliere nei feriali sulle piste del comprensorio. «Abbiamo avuto in alcuni momenti cinquemila presenze giornaliere. Il maltempo di questi giorni ci ha creato più problemi che opportunità. Tuttavia la stagione ha avuto effetti positivi sull’indotto e sull’economia, visto che siamo arrivati a Pasquetta e abbiamo allungato rispetto allo scorso anno», dichiara Roberto Del Castello, titolare dell'impianto dell'Aremogna che ha chiuso i battenti a Pasquetta con presenze significative.

Resta aperto ancora Pizzalto. Nonostante una parte finale condizionata da condizioni meteo meno favorevoli, il dato più rilevante resta la continuità della stagione, che ha consentito di prolungare l’attività fino alle festività pasquali. Un elemento non secondario per l’intero sistema turistico locale: alberghi, ristoranti, noleggi e attività commerciali hanno beneficiato di una presenza distribuita nel tempo, capace di sostenere l’economia del territorio anche oltre i tradizionali picchi invernali. Roccaraso si conferma così uno dei poli sciistici di riferimento dell’Appennino, in grado di attrarre migliaia di visitatori soprattutto dal Centro-Sud, grazie a un’offerta ampia e a un’organizzazione ormai consolidata.

La stagione che si chiude lascia dunque segnali incoraggianti, pur con le criticità legate alla variabilità climatica, sempre più determinante nella gestione dei calendari sciistici. Ora lo sguardo si sposta ai mesi estivi, con l’obiettivo di consolidare una destagionalizzazione già avviata negli ultimi anni e mantenere vivo il flusso turistico anche oltre la neve. Nel frattempo non mancano investimenti per la prossima stagione. La cabinovia Vallone–Monte Pratello va infatti in pensione e al suo posto arriverà un nuovo impianto di ultima generazione che migliorerà ulteriormente la dotazione impiantistica del comprensorio che negli ultimi anni ha visto investimenti milionari che hanno portato alla realizzazione di numerosi nuovi impianti e di un capillare sistema di innevamento programmato.

La cabinovia Vallone–Monte Pratello è stata realizzata nel 1991, un impianto avveniristico ai quei tempi, a maggior ragione per una ski area del centro sud Italia: è stata per Roccaraso «molto più di un semplice impianto di risalita: è stata un simbolo di collegamento, crescita e visione. Un’infrastruttura che ha segnato un passaggio fondamentale nello sviluppo del versante di Monte Pratello, contribuendo a rendere il nostro comprensorio uno dei più importanti a livello nazionale e internazionale», si legge in una nota di Skipass Alto Sangro.

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