Roccaraso, è scontro sui nuovi impianti da sci

31 Ottobre 2014

Amicone: dove saranno trovati i soldi per realizzare un’opera discutibile? Di Donato: come si può votare contro un progetto per lo sviluppo del territorio?

ROCCARASO. È scontro aperto tra gli amministratori del Comune di Roccaraso sul progetto di 160 milioni di euro per la realizzazione di nuovi impianti funiviari che dovrebbero collegare la nota località turistica a Castel di Sangro, Rivisondoli e Scanno.

Il sindaco Francesco Di Donato esprime «sconcerto e amarezza» per il voto contrario dei consiglieri di opposizione all'accordo di programma approvato in consiglio comunale martedì scorso, mentre il consigliere del Gruppo misto di minoranza, Alessandro Amicone, chiede al primo cittadino «dove verranno reperiti tutti quei milioni di euro», domandando se sia stato studiato un piano di impatto ambientale per un'opera che, se realizzata, modificherà radicalmente l'assetto naturalistico e ambientale di tutto l'Alto Piano delle Cinque Miglia.

«L’accordo di programma che abbiamo firmato con gli altri comuni dell’Alto Sangro», commenta Di Donato, «porterà solo vantaggi per Roccaraso e grazie all'intesa raggiunta con i sindaci per l’utilizzo di una quota dei fondi Par-Fas potenzieremo gli impianti di risalita dell’Aremogna e di Pizzalto. È un treno che non possiamo assolutamente perdere in un quadro di pesante recessione come quello che sta vivendo il nostro paese. Non sfruttare uno dei pochi canali di sostegno economico destinati al potenziamento delle infrastrutture turistiche sarebbe da irresponsabili».

Il sindaco di Roccaraso chiarisce anche che i due impianti saranno realizzati alle Gravare, «un collegamento che la Fis ci ha chiesto anche per ospitare le gare internazionali di sci alpino. Ma l’idea che un consigliere possa essere contrario alla possibilità di vedere aperti nel 2015 i cantieri di due nuovi impianti, solo per il gusto di cavalcare una piccola onda populistica e di avere un titolino sui giornali, mi fa venire i brividi».

Pronta la replica di Amicone. «È un fatto curioso che il sindaco annunci investimenti faraonici e contemporaneamente non riesca a farsi finanziare la riapertura della piscina comunale chiusa da anni e soprattutto non sia in grado di presentare una efficiente strategia per un reale rilancio del turismo a Roccaraso. Non si possono fare voli pindarici quando nella realtà la città è stata abbandonata a se stessa dal momento che gli amministratori non hanno una benché minima idea su come e quando rilanciare settori strategici come quelli del turismo, del commercio e della cultura. Il sindaco Di Donato è proiettato nel futuro, ma non certo in quello dei roccolani».

Massimiliano Lavillotti

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