Rogo ad Aragno, sospetti su una donna

17 Agosto 2017

È stata già interrogata dagli investigatori. Ieri il fuoco è ripreso, ma è stato subito soffocato

L’AQUILA. Le indagini per appurare chi ha appiccato il fuoco alla vegetazione nell’area di Aragno sembrano portare a una donna. La quale è stata anche ascoltata dagli investigatori, i carabinieri forestali del Nipaf. Ora si attendono degli altri riscontri per verificare la credibilità di questa pista. Ma l’ipotesi che l’incendiaria potesse essere una donna sembrava poggiare su solide basi già nei giorni immediatamente successivi al rogo. Al di là di chi sia realmente responsabile di questi roghi, è certo che non si tratta di cause accidentali. Infatti, come più volte hanno sottolineato non solo i vigili del fuoco ma anche gli operatori di protezione civile e i residenti, ci sono almeno quattro inneschi in altrettanti punti. Inoltre gli incendi sono divampati negli stessi punti da dove partirono anche negli anni scorsi.
Ieri mattina i vigili del fuoco sono intervenuti per soffocare dei focolai che si erano accesi di nuovo, forse per via della temperatura alta e del vento. Poi è ripresa l’attività di bonifica che è in corso da giorni. Gli stessi pompieri hanno spento le fiamme anche in una zona erbosa che costeggia la strada per Cagnano Amiterno.
Nel corso dei parecchi giorni nei quali si è lottato per spegnere le fiamme ad Aragno sono state distrutte decine e decine di ettari di vegetazione nonostante il massiccio impiego mezzi. La zona impervia ha reso difficile il lavoro dei vigili del fuoco, coadiuvati da cinque mezzi aerei, un Canadair e quattro elicotteri, due dei vigili, uno dei carabinieri forestali e uno dell’Esercito. Per rendere più agevoli le operazioni di carico dell’acqua, giorni fa vigili del fuoco e Protezione civile hanno allestito una vasca da 8mila litri nel campo sportivo di Aragno, mentre il Comune dell’Aquila ha attivato il Centro operativo comunale (Coc).
Sulla vicenda, di recente, si è anche registrato un intervento dei Beni separati di Aragno incentrato sui ritardi. «ll primo intervento da parte di un solo Canadair», ebbero a dire alcuni esponenti, «c’è stato dopo più di 3 ore dalle prime segnalazioni, addirittura il primo elicottero dei vigili del fuoco è arrivato dopo quasi 5 ore, quando ormai il rogo si era già ampiamente sviluppato, arrivando a poche centinaia di metri dalle abitazioni e divorando ettari di pineta».
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