Roma, è un aquilano l'aggressore del giornalista in via del Corso

William Acierno si era trasferito dal terremoto del 2009: è a piede libero dopo che è stato arrestato e in attesa del processo
L’AQUILA. E' un giovane aquilano l'aggressore del giornalista dell'Adnkronos in via del Corso a Roma. Il giovane, William Acierno, è stato arrestato. A Roma si era trasferito dopo il terremoto del 2009.
Gli agenti lo hanno rintracciato dopo il pestaggio del giornalista che stava aspettando l’autobus nella zona di Palazzo Chigi e le aggressioni a un turista neozelandese e ad alcune ragazze nei pressi di via Lata.
Il provvedimento è stato convalidato dal gip di Roma che ha concesso al 31enne aquilano l’obbligo di dimora, dalle 21 alle 6 di mattina, per consentirgli di andare al lavoro. Il giornalista picchiato, Antonio Atta, è ricoverato in ospedale per la frattura del setto nasale. Era appena uscito da Montecitorio dove aveva finito di lavorare.
Ancora da chiarire le cause dell’aggressione. L'uomo avrebbe prima picchiato e tirato i capelli a un gruppetto di ragazze, poi si è scagliato contro un turista neozelandese che ha tentato di difenderle. Infine, mentre si dileguava in direzione di piazza Venezia, ha sferrato un pugno in faccia al giovane giornalista che stava aspettando l'autobus alla fermata, scaraventandolo a terrra. Secondo i vigili urbani è possibile che Acierno si sia sentito osservato mentre stava litigando al telefono con la fidanzata e questo lo avrebbe innervosito ancora di più. Al giornalista sono stati inviati attestati di solidarietà da parte delle più alte cariche istituzionali.
L’aquilano, persona nota alla questura, lavora a Roma come operaio, sarà processato con rito direttissimo il 26 gennaio ma al momento è già a piede libero, cosa che ha destato qualche malumore. Anche perché, sempre secondo quanto hanno detto gli agenti della polizia urbana, aveva ecceduto nel bere.
Acierno vanta un singolare e poco invidiabile record: alcuni anni fa venne arrestato dalla polizia all’Aquila tre volte in due giorni.
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