Roman, lo studente partito per la guerra

19 Marzo 2022

Ha frequentato l’istituto per geometri e lavorato in una pizzeria. All’ex compagno di banco ha rivelato: difendo la mia Ucraina

AVEZZANO. Da Avezzano all’Ucraina per combattere al fianco del suo popolo, contro gli invasori russi. Nonostante i suoi 20 anni Roman Kovalishyn ha determinazione e coraggio da vendere. La storia di questo giovane combattente di origine ucraine e avezzanese di adozione sta facendo il giro dell’Italia. Quando il suo popolo è stato attaccato dall’esercito di Putin, Roman non ha esitato nemmeno un momento ad arruolarsi tra i volontari, scegliendo di indossare la mimetica con la bandiera ucraina sul braccio e di imbracciare un fucile per difendere la sua patria. A nulla sono valse le preoccupazioni dei suoi amici marsicani che gli hanno chiesto di tornare in Italia per sfuggire al pericolo delle bombe. Alcuni giornalisti italiani, inviati di guerra, lo hanno incontrato tra le strade della capitale, Kiev.
LA STORIA
Era piccolo quando insieme alla madre ha lasciato l’Ucraina ed è arrivato ad Avezzano. In città ha iniziato a frequentare le scuole. Alle superiori si è iscritto all’Istituto per geometri “Alberti”. Per aggirare l’ostacolo delle lingua, la scuola gli ha riservato anche un corso di italiano per studenti stranieri. Ad Avezzano si è ambientato molto bene, stringendo amicizia con tantissimi ragazzi e ragazze della città e anche del circondario. Il pomeriggio si era trovato anche un lavoretto nella pizzeria Granocielo di via Corradini, gestita da Kyrylo Yakushev, anche lui di origini ucraine e da anni trapiantato con la famiglia ad Avezzano. Dopo aver compiuto 18 anni, Roman ha incominciato a fare la spola tra la Marsica, dove vive la madre, e l’Ucraina dove invece è rimasto suo padre.
L’AMICO SIMONE
«Giorni fa, quando dai giornali e dai telegiornali abbiamo saputo che la Russia aveva attaccato l’Ucraina ci siamo subito messi in contatto con Roman per capire se fosse in pericolo», racconta Simone Scafati, l’ex compagno di banco che vive a Magliano de’ Marsi, «aveva pubblicato una storia su Instagram in cui si vedevano palazzi bombardati e distruzione ovunque, così ci siamo preoccupati e abbiamo deciso di metterci in contatto con lui attraverso i social, scoprendo appunto che si trovava in Ucraina. Gli abbiamo chiesto di scappare e di rientrare subito in Italia per mettersi al sicuro, ma lui ci ha risposto che si sarebbe arruolato, che quella è la sua terra ed era pronto a combattere. In questi giorni continuano a seguiamo attraverso le storie di Instagram, speriamo non gli succeda nulla».
Anche la madre da Avezzano è molto in apprensione per lui.
L’INTERVISTA DAL FRONTE
Proprio per il suo italiano quasi impeccabile, Roman ha richiamato l’attenzione di molto giornalisti italiani inviati di guerra in Ucraina, in particolare di Fausto Biloslavo del Tg5 che lo ha intervistato. Roman non ha paura di morire e il suo gesto, ha detto in un’intervista, non è solo a difesa della sua terra, l’Ucraina, ma di tutta l’Europa. «C’è una bellissima persona che ha detto una frase che mi piace molto», ha detto il giovane ai microfoni del Tg5, «meglio morire in piedi che stare tutta la vita sulle ginocchia» ed ha aggiunto rivolgendosi ai suoi coetanei italiani ed europei «la guerra vista in televisione è completamente diversa dalla realtà, quando cominciano a bombardare la tua entità capisci che è una cosa di brutta, ma devi essere pronto».
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