Ronde di vigili in centro fino alle 24

25 Giugno 2019

Il Comune corre ai ripari dopo i due episodi di violenza e vandalismo: rispunta il progetto della videosorveglianza

L’AQUILA. Centro storico pattugliato e sotto l’occhio vigile delle telecamere. Risse, danneggiamenti, schiamazzi fino a tarda ora in strade e piazze centralissime: coni d’ombra in una città che prova, con tenacia, a ripartire. Residenti e commercianti invocano controlli serrati per garantire una vivibilità che è linfa vitale per la ripresa della socialità. Sollecitato da più parti, il Comune sta prendendo delle contromisure: ronde della polizia municipale fino alle 24, soprattutto nel fine settimana, e l’installazione di videocamere di controllo nelle zone più a rischio. Provvedimenti di cui si è discusso anche in giunta, ieri, e che rappresentano un deterrente alla microcriminalità, di cui sono protagonisti anche i giovanissimi. Per la presidente dell’associazione “Città di persone”, Roberta Gargano, «servono misure urgenti di monitoraggio, accompagnate da una campagna di educazione civica nelle scuole».
CENTRO PATTUGLIATO. Lo scorso weekend è stato macchiato da due episodi che hanno riproposto con forza la necessità di controlli pressanti, a garanzia della pubblica sicurezza: una zuffa sedata solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine, e il danneggiamento di decine di auto in via Strinella. «Aumenteranno i controlli in centro», fa sapere l’assessore alla polizia municipale, Carla Mannetti, che sta lavorando al problema sicurezza in tandem con l’assessore Fabrizio Taranta. «L’emergenza sicurezza è un tema che sta diventando sempre più caldo, alla luce dei recenti episodi, che va affrontato con decisione e risolto a stretto giro. Il Comune ha approvato un progetto che prevede una maggiore presenza dei vigili urbani per il pattugliamento del centro storico fino alle 24. A questo punto valuteremo l’aumento delle ore previste per le ronde e delle aree di intervento, così da coprire più fasce orarie, soprattutto tra il giovedì e la domenica, quando l’affluenza è maggiore».
L’OCCHIO DELLE TELECAMERE. Videosorveglianza e monitoraggio costante, non solo del Corso e delle piazze principali, ma di segmenti di centro più nascosti, dove più facilmente attecchisce la microcriminalità. «Ricorreremo alle telecamere, d’accordo con l’assessore Taranta, che ha competenza su questo settore», spiega Mannetti. «La decisione sarà univoca perché il problema della sicurezza è sentito da tutti: commercianti, residenti e cittadini». L’attivazione di telecamere collegate direttamente alle centrali di controllo delle forze dell’ordine era già stata proposta dall’ex assessore, Luigi D’Eramo. «Stiamo agendo su più fronti», commenta Mannetti, «per garantire un monitoraggio costante del territorio e scoraggiare episodi di violenza e di vandalismo come quelli accaduti nei giorni scorsi».
PIÙ CONTROLLI. Le segnalazioni arrivano da più parti. In piazza IX Martiri, qualche settimana fa, è stata danneggiata la fontana Montanina, recentemente restaurata dal Rotary dell’Aquila, Tra via Garibaldi e piazza Regina Margherita, nel fine settimana, non si riposa tra schiamazzi notturni e risse, tanto che i residenti hanno fatto partire più di un esposto. Sotto i portici di San Bernardino la situazione di degrado è visibile, tra bottiglie di vetro in frantumi, atti di vandalismo e rifiuti lasciati ovunque. Scene che si ripetono quasi ogni sera. «Il problema della sicurezza è un’emergenza, in centro storico, ma non solo», spiega Gargano. «Occorre un aumento dei controlli in una città che ha un tessuto urbano e sociale non aggregato. È molto più difficile all’Aquila che entrino in funzione quegli ammortizzatori sociali naturali tipici di una comunità coesa, che risponde in modo collettivo alla criminalità. Il monitoraggio del centro va accompagnato da politiche educative pressanti: dobbiamo tornare nelle scuole a insegnare cos’è il pensiero legale e cosa sono le regole intese come convivenza civile». Secondo Gargano «L’Aquila fatica ancora a essere vissuta come una città. Gli adolescenti, fino alla maturità, non si sentono parte di un sistema controllato e protetto. Pensano di vivere ancora in un Far West e questo non è più possibile».
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