Rosa rossa e sirene delle ambulanze Ultimo saluto a Maria Teresa Letta

E al suo arrivo il fratello Gianni manda un bacio ai tantissimi volontari che in chiesa attendono il feretro Dall’ex capo della polizia Gabrielli a Curcio della Protezione civile: tante personalità da tutta Italia
AVEZZANO. È stata un’ambulanza della Croce rossa a scortare fino all’ingresso della cattedrale di Avezzano il carro funebre con la salma di Maria Teresa Letta, già vicepresidente nazionale della Croce Rossa, sorella di Gianni (braccio destro di Berlusconi) e zia di Enrico (segretario del Pd), scomparsa all’età di 84 anni. Sulla bara una rosa rossa, lo stesso colore simbolo dell’organizzazione di volontariato alla quale la professoressa avezzanese ha dedicato gran parte della sua vita e per la quale ha rappresentato un pilastro, una stella polare.
Il feretro di Maria Teresa Letta ha fatto il suo ingresso nella cattedrale di San Bartolomeo tra due ali di volontari della Croce rossa, gli stessi che qualche minuto prima il fratello Gianni, accompagnato dalla consorte Maddalena Marignetti, ha salutato con un bacio affettuoso prima di prendere posto in chiesa. I volontari erano la sua seconda famiglia. Una volta giunta sul sagrato la bara è stata avvolta nella bandiera della Croce rossa, sulla quale è stato deposto il Vangelo, a testimonianza dei due valori, volontariato e fede, che hanno ispirato la vita dell’ex vicepresidente nazionale della Croce rossa, come ha ricordato nell’omelia il vescovo Giovanni Massaro, in una cattedrale gremita. «Una donna innamorata della sua terra che ha soddisfatto il suo desiderio più profondo: raggiungere la casa del Padre», ha detto il vescovo, «anche durante l’ultimo periodo della malattia aveva pensieri solo per gli altri; davvero si muore come si è vissuto e Maria Teresa anche nella consapevolezza della fine imminente non ha mai perso la sua concretezza. Ha speso gli ultimi giorni per chiudere questioni aperte. Una donna sempre corretta, composta, elegante nei modi e seria nella cura delle cose, anche le più semplici. Una donna di grande fede». La professoressa Letta, infatti, era impegnata anche nell’Azione Cattolica e nella Caritas diocesana. Infine, rivolgendosi ai tre figli, il vescovo Massaro ha concluso: «Carissimi don Gianni, Silvia e Stefano ringraziate il Signore per il dono di una mamma così ricca e preziosa e siate grati per il bene ricevuto. Raccogliamo il suo esempio di amore per tutti, sarà questo il modo per ringraziare la nostra Maria Teresa».
Un «grazie per il suo impegno a favore della nostra comunità», è arrivato anche dal parroco della cattedrale, don Claide Berardi. In tanti hanno voluto accompagnare una donna dal grande valore umano e intellettuale nel suo ultimo viaggio terreno. Tra i banchi della cattedrale, oltre al fratello Gianni e al nipote Enrico, c’erano Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione civile, accanto al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio e al presidente della Regione, Marco Marsilio. E ancora l’ex della polizia Gianni De Gennaro e Franco Gabrielli già sottosegretario ai servizi segreti. Il prefetto, il questore e i comandanti provinciali di carabinieri e Finanza. Per la Croce rossa nazionale c’era la consigliera Pia Ciliana. Presente Gabriele Perfetti del Comitato regionale Cri. Tra gli altri anche Nazzareno Carusi presidente del Conservatorio dell’Aquila. Tante le fasce tricolore, a partire da quella del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. A segnare l’uscita della bara le sirene delle ambulanze Cri.

