Ruba un tappo, condannato a pagare seimila euro

L’AQUILA. Ruba un tappo del serbatoio di una macchina e il giudice Angelo Caporale lo condanna a due mesi di reclusione (con i doppi benefìci di legge) con sanzioni accessorie ben maggiori del valore...
L’AQUILA. Ruba un tappo del serbatoio di una macchina e il giudice Angelo Caporale lo condanna a due mesi di reclusione (con i doppi benefìci di legge) con sanzioni accessorie ben maggiori del valore del tappo: 200 euro di multa, mille euro di risarcimento danni, rifusione delle spese e competenze professionali per 2.572 euro e oneri fiscali per 2.500 euro. Una sentenza contro la quale Francesco Cotellessa ricorrerà in appello per fatti che risalgono all’agosto di tre anni fa. La macchina si trovava parcheggiata in un’area pubblica davanti alla sede della Banca d’Italia, e il fatto sarebbe stato commesso con destrezza visto che l’imputato si sarebbe accertato che l’area fosse priva di persone.
«A seguito della querela», si legge nella motivazione di Caporale, «gli investigatori acquisivano le videoriprese. Si nota una persona di sesso maschile che si avvicinava posizionandosi con il corpo al punto di ingresso dove c’è il tappo del carburante. Infine, dopo aver infilato in tasca un oggetto non meglio identificato, si allontanava. A meno che il tappo non si sia smaterializzato per ignote ragioni fisiche, è di tutta evidenza che sia stato l’imputato ad asportarlo celandolo nella tasca dei pantaloni». Sempre secondo quanto scrive il giudice nella motivazione, sembra che i motivi del gesto possano «rinvenirsi in alcuni dissidi sorti sul luogo di lavoro per ragioni di ufficio». Lo stesso giudice onorario non si spiega diversamente «l’interesse per il tappo di benzina al punto da avvicinarvisi e stazionarvi dinanzi per un tempo compatibile con il suo svitamento e asporto».
Nel corso del processo la parte civile è stata assistita dall’avvocato Riccardo Lopardi.
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