Rubati quattro mezzi del Comune

3 Novembre 2015

Sparita l’auto di rappresentanza di Cialente, in un magazzino ritrovati un furgone e una Mercedes e cavi di rame

L’AQUILA. Ladri a segno negli uffici comunali di via Ulisse Nurzia, a Pile, e in particolare nell’autoparco, dove di notte hanno rubato due furgoni Fiat Scudo pieni di rame e due auto Fiat Bravo, una delle quali risulta essere una delle macchine di rappresentanza del sindaco.

IL BOTTINO. Il furto è andato a segno ma la squadra Mobile ha scoperto un magazzino (in disuso da anni) dove i ladri nascondevano la refurtiva anche di altri colpi, luogo nel quale è stato recuperato uno dei due mezzi Fiat trafugati, ma dove sono stati ritrovati altri due mezzi rubati di recente. Si tratta di una Mercedes di un privato e di un furgone Ford Transit della ditta di Olivio Piccinini di via Onna a Paganica. Trovati anche motori smontati per rubare il rame e canaline che potrebbero essere della Gran Sasso Acqua. Non basta. All’interno di un vecchio camion parcheggiato nel magazzino si trovavano alcuni cerchioni di mezzi Mercedes rubati chissà dove. Delle due Bravo non c’è traccia. Ma i ladri avevano anche escogitato un sistema per non dare nell’occhio: infatti avevano creato un sentiero che da quel magazzino, situato in una zona nascosta sempre a Pile, non lontano dalla sede della Motorizzazione civile, conduce sulla strada statale.

Ora gli investigatori, coordinati da Maurilio Grasso, hanno una serie di indizi, soprattutto di polizia scientifica su cui lavorare anche se ci vorrà tempo. Di certo è stata smantellata una piccola centrale per il furto e lo smercio del rame: una piaga per l’Aquilano visto che, dati alla mano, è una delle aree italiane dove nel post-sisma questo reato è divenuto seriale.

IL SOSPETTO. I ladri hanno fatto irruzione in piena notte negli uffici, ma non hanno rubato documenti: elemento che conferma che si tratta di una banda specializzata in furti di rame. Un dato è inquietante e andrà approfondito: i ladri hanno preso negli uffici comunali le chiavi dei mezzi rubati. Lecito chiedersi come facessero a trovarle in tempi che si presumono ridotti in uffici grandi e dispersivi come quelli di via Nurzia.

GPS DECISIVO. Il fatto che uno dei furgoni rubati avesse installato il gps, sistema di navigazione satellitare, ha permesso di localizzarlo in quel piccolo magazzino dove poi hanno fatto irruzione gli investigatori.

Un altro aspetto da chiarire è il seguente, anche se forse non ha grande rilievo investigativo: il furgone, prima di essere posto dai ladri in quel ricovero dove poi è stato trovato, ha viaggiato per circa 50 chilometri mentre la distanza con l’autoparco è di poche centinaia di metri.

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