Ruggeri porta la sua musica nella città della “ripartenza”

28 Agosto 2020

L’esibizione del cantautore a piazza Duomo, da qui partì il suo tour nel 1991: «Suonare per voi è un piacere perché siete il simbolo della ricostruzione»

L’AQUILA. Le corde della telecaster bianca e nera vibrano in una notte che resiste agli sbalzi di temperatura che solitamente accompagnano le estati aquilane, specie a partire dalla seconda metà di agosto. Enrico Ruggeri riporta la sua musica in piazza Duomo ed è subito 1991. Da qui, infatti, partì il suo “Peter Pan tour”, dopo due settimane di prove. Arrivato da poco in città come performer di punta di “L’Aquila da cantare”, concerto evento della vigilia del Corteo della Bolla, approfitta della pausa al sound-check pomeridiano per manifestare il suo entusiasmo di essere parte di questa serata. Pausa forzata, peraltro, perché il rettore della basilica delle Anime Sante, non ha gradito troppi decibel a ridosso della messa pomeridiana. «In questo luogo siete esperti in ripartenze, suonare in questa piazza meravigliosa è un piacere. Dico questo», ha aggiunto, «perché L’Aquila è una città simbolo della ricostruzione. È così bello poter essere qui e dare un segnale, specie in un’estate in cui gli appuntamenti musicali sono stati pochissimi. Io l’ho detto sin da subito: finché la musica non riparte, la situazione resta quella che è. Finalmente, qualcosa si sta muovendo anche se i problemi sono e restano tanti». Prima dell'esibizione di Ruggeri, sul palco sono saliti vari gruppi dell'underground cittadino, dai Veeland ai Sale Chiodato, dal cantautore Pezzopane alle Lingue o Laura dei, passando per Bluehole e Giuseppe Elia. Hanno portato sul palco di piazza Duomo una selezione di brani inediti, ciascuno nel proprio genere di riferimento. Nella setlist, anche i Crazy Stompin' Club, Viva La Vida e Dip Purple che hanno proposto cover swing, rockabilly, pop-rock e hard rock.
«A tutti loro mi sento di dire di crederci», ha sottolineato Ruggeri, «di continuare sempre a suonare, nella consapevolezza che la musica contiene già la sua ricompensa». (fab.i.)
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