S’accascia dopo l’arrivo, muore nel lago

La vittima (55 anni) arrivava da Roma e stava partecipando al campionato master. Inutili i soccorsi dei sanitari
SCANNO. Aveva appena tagliato il traguardo quando all’improvviso si è sentito male ed è crollato nuovamente in acqua esanime. Dramma nel lago di Scanno dove ieri mattina ha perso la vita, presumibilmente per un arresto cardiaco, Roberto D’Auria di 55 anni. Originario di Salerno ma da anni residente a Roma, l’atleta stava partecipando al campionato di nuoto Master in acque libere organizzato nel centro montano dal settore Master della Federazione italiana nuoto (Fin). Vani i disperati tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari che, intervenuti immediatamente, hanno fatto ricorso anche all’utilizzo del defibrillatore per ripristinare il battito cardiaco. Ma per il nuotatore romano non c’è stato niente da fare. Per D’Auria, atleta dell’associazione sportiva dilettantistica “ZeroNove Nuoto” di Roma, quella di ieri avrebbe dovuto essere una domenica diversa all’insegna dello sport e della sana competizione. Ma la gara che si è svolta nel lago di Scanno alla fine si è trasformata in una tragedia.
Il campionato prevedeva ieri la gara di mezzofondo di 3 chilometri e gli atleti stavano affrontando la prova alla presenza di un folto pubblico assiepato nei prati lungo le sponde del lago, di fronte alla postazione d’arrivo dei nuotatori. L'uomo era appena arrivato al traguardo quando all’improvviso si è sentito male in acqua.
Secondo le prime testimonianze, il corpo è andato a fondo, ed è stato ripreso e portato in qualche modo a riva dove sono iniziate le operazioni di soccorso. L’ambulanza dei volontari della Croce Rossa di Scanno l’ha trasportato fino alle porte di Anversa degli Abruzzi, dove nel frattempo è arrivato da Sulmona il mezzo del 118. Quindi la corsa verso l’ospedale di Sulmona, dove però è stato possibile solo certificare il decesso.
Quando D’Auria è giunto nell'ospedale cittadino, infatti, il suo cuore aveva già smesso di battere. Il decesso potrebbe essere avvenuto per arresto cardiocircolatorio e non per asfissia da annegamento. Non si esclude l’ipotermia. Sul posto sono prontamente giunti anche i carabinieri della stazione di Scanno, cooordinati dal maresciallo Enrico Tarquini, che hanno avviato le indagini e stilato un rapporto alla procura.
«Abbiamo in corso accurate indagini nel tentativo di ricostruire l'accaduto», ha riferito Fabio Castagna, neo capitano della compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro, «ed abbiamo raccolto anche alcune testimonianze per fare adeguata luce sul tragico episodio. Abbiamo acquisito anche la relativa documentazione inerente autorizzazioni e certificazioni che sarà nostra premura rimettere al vaglio della magistratura».
Certo è che la macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente e ha fatto il possibile per salvare la vita di D’Auria. La salma dell’uomo è stata sistemata nell’obitorio dell’ospedale dell’Annunziata a Sulmona, dove nel primo pomeriggio sono giunti i familiari dell’atleta romano. La Procura di Sulmona ha aperto l’inchiesta e disposto l’autopsia.
Dai primi riscontri del medico legale sul corpo dell’atleta non c’erano segni tali da escludere la morte naturale ma per fare chiarezza sulla vicenda i magistrati hanno ordinato approfondimenti. La tragedia, che è avvenuta poco prima di mezzogiorno, ha scosso tutti i presenti alla gara che è stata immediatamente sospesa dagli organizzatori in segno di lutto.
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