«Sagre estive, meglio non correre rischi»

22 Luglio 2018

Palmieri (Credici) punta sulla sicurezza: giusto attrarre tanti partecipanti, ma con tutte le garanzie

AVEZZANO. «Siamo alla terza decade di luglio e sono in pieno svolgimento le sagre e le feste previste per l'estate 2018. Sul Centro l'Unpli (Unione Pro Loco d'Italia), ha segnalato che la programmazione, avrebbe già subito un calo del 30 per cento rispetto allo scorso anno. La cosa non fa piacere, ma agli occhi di chi, come noi, guarda con attenzione al rispetto delle regole, non appare molto sensato puntare il dito contro le indicazioni sulla sicurezza che sono state fornite dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli». Lo afferma il portavoce dell’associazione “Credici”, Pierluigi Palmieri in una lunga nota da noi sintetizzata. «Oggi», aggiunge, «la stessa Associazione delle Pro Loco, per bocca del presidente provinciale Di Santi, sembra entusiasmarsi per l'emanazione della circolare del Viminale del 18 luglio scorso, che di fatto affida ai sindaci la “responsabilità” di valutare la complessità e la delicatezza del profilo di security e di safety per poi coinvolgere o meno la Prefettura. Non riusciamo a comprendere di quali strumenti i sindaci possano essere dotati per sostituirsi agli organi deputati alla sicurezza e all'ordine pubblico nella fase iniziale della valutazione dei citati profili di sicurezza. Ai nostri occhi, la circolare appare come un contentino “demagogico”, perché “sburocratizzando” apparentemente le procedure, ma tenendo fermi i paletti normativi, paradossalmente mette a “rischio la sicurezza”. Non vorremmo essere nei panni dei sindaci. Non vale, infatti, portare avanti il discorso della “dimensione” dell'evento e del relativo numero dei partecipanti, dato che l'obiettivo principale di simili iniziative è quello di attrarre il maggior numero “possibile” di partecipanti e proprio nell'interesse loro si devono offrire, in qualsiasi circostanza, le garanzie indicate dal prefetto Gabrielli». «Un deciso “sì” quindi», prosegue, «alla valutazione della capienza delle aree, al servizio antincendio e alle aree di primo soccorso, alla separazione delle vie di accesso e di deflusso del pubblico, ai corridoi centrali e perimetrali. Sì, anche all'impiego di un congruo numero di operatori, adeguatamente formati, per l'osservazione, l'assistenza ed l'instradamento del pubblico. Indispensabile la regolazione dei flussi, anche in caso di evacuazione attraverso le vie di fuga».
«Non è concepibile pensare», conclude il rappresentante di Coordinamenti regionali dei diritti civili, «di applicare la filosofia del “che Dio ce la mandi buona”. Se tutto quanto sopra comporta sforzi organizzativi importanti e costi aggiuntivi, allora si affronti la problematica in apposite riunioni programmatiche. Si mettano insieme risorse economiche e risorse umane per la formazione e soprattutto si proceda ad una calendarizzazione intelligente. Il gusto delle sagre e la gioia che anima le feste di paese non si devono tradurre in una “roulette russa”. E per questo ben venga anche il 30 per cento in meno di sagre e feste di paese».
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