Sala scommesse, gestore assolto Sbloccate vincite per un milione

Barbonetti era finito sotto processo con l’accusa di truffa ai danni della società concessionaria Per l’accusa aveva riprodotto in modo fraudolento dei tagliandi vincenti. Le somme saranno pagate
SCURCOLA MARSICANA. Biglietti sequestrati, quasi un milione di euro di vincite contestate e una persona accusata di truffa. A distanza di oltre sei anni la vicenda dell’allora sala scommesse di Cappelle dei Marsi si conclude con l’assoluzione piena dell’unico imputato e con la restituzione dei tagliandi vincenti a tutti gli scommettitori, una cinquantina di persone, quasi tutte di Avezzano. È questo l’esito del processo a carico di Domenico Barbonetti, 64 anni, di Avezzano, che doveva rispondere davanti al tribunale di Avezzano, dell’accusa di truffa. Secondo l’accusa, quale amministratore di fatto e di conseguenza gestore di fatto della sala scommesse, con alcuni raggiri, l’imputato aveva indotto in errore la società concessionaria dell’Agenzia delle dogane e monopoli riguardo alle percentuali sugli incassi della sala scommesse, così da non far risultare somme per circa 800mila euro nette. Barbonetti, sempre per l’accusa, aveva riprodotto fraudolentemente dei ticket vincenti di alcuni clienti-giocatori così da far risultare crediti nei confronti degli scommettitori. La vicenda giudiziaria risale al 2016 quando la società concessionaria si era rivolta alla Guardia di finanza perché nutriva dubbi sulla situazione contabile riguardante le vincite. Le Fiamme gialle, coordinate dalla Procura, avevano così sequestrato tutti i ticket delle vincite e bloccato tutti i pagamenti. Tra gli scommettitori che non erano riusciti a incassare vincite per un totale di quasi un milione di euro c’erano soprattutto professionisti avezzanesi. L’accusa aveva chiesto un anno e sette mesi di reclusione, ma il giudice monocratico del tribunale di Avezzano Giampiero Lattanzio ha emesso la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nei confronti di Domenico Barbonetti. Ha inoltre disposto il dissequestro dei ticket e la restituzione agli scommettitori. Ha condannato la società concessionaria al pagamento delle spese processuali per la somma di 18mila euro. Il giudice ha inoltre disposto la trasmissione di tutti gli atti del processo alla Procura della Repubblica di Avezzano affinché possa essere eseguita una valutazione riguardo alla posizione dell’amministratore della società concessionaria. Potrebbe infatti configurarsi il reato di calunnia, procedibile d’ufficio. Soddisfatto il legale di Barbonetti, l’avvocato Antonio Pascale: «Dopo oltre 6 anni finalmente è stata fatta giustizia. Il mio assistito è stato assolto da ogni accusa e anche i giocatori di conseguenza potranno finalmente avere le somme di vincite che aspettavano da tempo di poter incassare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

