Salgono a 9 i poliziotti riammessi C’è anche il sindaco Berarducci

15 Settembre 2023

L’attuale primo cittadino di Rocca Pia era tra gli agenti sospesi, il Riesame accoglie altri tre ricorsi I giudici ritengono infondate le esigenze cautelari. Lunedì l’ultima udienza con Del Rosso

SULMONA. Altri tre agenti della Polstrada di Pratola Peligna, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Sulmona, possono tornare in servizio. Si tratta di Pasquale Berarducci, anche sindaco di Rocca Pia (difeso dagli avvocati Giuseppe D’Angelo e Maria Teresa Micciola), Franco Perna (assistito da Mauro Maiorano) e Dino Petrella (difeso da Alberto Paolini). È quanto deciso dal Tribunale del riesame dell’Aquila che ha revocato la misura cautelare interdittiva disposta, lo scorso luglio, dal giudice per le indagini preliminari del tribunale sulmonese, Alessandra De Marco. «Il motivo concernente l’insussistenza di esigenze cautelari e il difetto di motivazione sul punto è fondato se si considera che il gip ha redatto una sorta di motivazione cumulativa, senza dare conto degli specifici elementi sui quali ha fondato il giudizio cautelare», scrivono i giudici aquilani. Salgono, dunque, a nove i ricorsi accolti dal Riesame dopo i primi sei che hanno riguardato Paolo Di Loreto, Alfonso Bartoli, Gianni Ranieri, Luca Madonna, Alessio Imperatore e Angelo Tarola. Il decimo e ultimo ricorrente che dovrà comparire davanti ai giudici del Riesame, lunedì prossimo, è Beniamino Del Rosso. L’inchiesta, nel frattempo, va avanti. Sono complessivamente diciannove i poliziotti finiti nel mirino della Procura. Oltre ai dieci per i quali il pubblico ministero aveva chiesto la misura interdittiva, gli altri nove sono Michele Stinziani, Luigi Capaldi, Alessandro Cruciani, Giovanni De Sanctis, Sandro Fasciani, Vincenzo Fiorentino, Marco Novelli, Christian Presutti e Domenico Simonetti. L’inchiesta è partita dopo alcune segnalazioni degli stessi poliziotti della sottosezione pratolana, che avevano denunciato comportamenti anomali di alcuni colleghi e anche superiori. I reati contestati a vario titolo sono truffa e falso ai danni dello Stato, peculato, furto, omissione d’atti d’ufficio, omissione di soccorso e interruzione di pubblico servizio. Accuse tutte da dimostrare.
In tre anni di indagini, dal 2019 al 2022, svolte tramite intercettazioni ambientali e telefoniche, gps e telecamere, i poliziotti avrebbero abbandonato il posto di lavoro per dormire in auto o intrattenersi in alcuni esercizi commerciali mentre erano in servizio. Approfittando della propria posizione, tre di loro avrebbero rubato beni di tenue entità patrimoniale in una stazione di servizio. Altri avrebbero inoltre utilizzato auto di servizio per fini privati e, sempre secondo l’accusa, avrebbero omesso di svolgere rilievi in un incidente stradale e di prestare soccorso ad un veicolo in panne.
Tuttavia, il Riesame ha riconsegnato il tesserino complessivamente a nove poliziotti su dieci.
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